Siracusa. L’amministratore delegato Paolo Fedeli: «ISAB deve tornare libera sul mercato»

di Redazione

Il nuovo amministratore delegato della raffineria: «Trafigura ha avuto una funzione, ma oggi servono autonomia, competitività e investimenti»

Paolo Fedeli

«ISAB deve poter operare sul mercato in modo libero e competitivo». È questo il messaggio più netto che arriva da Paolo Fedeli, nuovo amministratore delegato di ISAB, chiamato a guidare la raffineria di Priolo nel nuovo assetto societario che vede Ludoil detenere il 51% dell’azienda. La nuova gestione si apre dunque con una prospettiva industriale diversa e con l’obiettivo di riportare ISAB al centro delle strategie energetiche nazionali, senza rinunciare alla necessaria competitività internazionale. Ed è proprio sul tema degli approvvigionamenti che Fedeli affronta uno dei dossier più delicati: il rapporto con Trafigura.

Alla domanda sulla possibilità di utilizzare anche petrolio siciliano, l’amministratore delegato chiarisce innanzitutto che le dimensioni di ISAB impongono una strategia di approvvigionamento ampia e diversificata. La raffineria, spiega, è una merchant refinery, e proprio per questo deve essere nelle condizioni di acquistare e vendere sul mercato scegliendo di volta in volta le soluzioni più competitive. Il riferimento a Trafigura è inevitabile. Fedeli riconosce il ruolo svolto dalla società in una fase particolarmente complessa per ISAB, soprattutto dopo l’uscita di Lukoil. Ma la nuova proprietà sembra voler riportare al centro il principio dell’autonomia commerciale.

«La medicina di un giorno non è necessariamente la medicina di tutti i giorni», osserva Fedeli. E aggiunge una considerazione ancora più esplicita: «A volte le medicine diventano veleni». Parole che fotografano una fase di transizione e che sembrano indicare la volontà della nuova gestione di valutare ogni rapporto commerciale alla luce delle condizioni del mercato e degli interessi industriali della raffineria.

Il dossier Trafigura

Sull’eventuale revisione degli accordi con Trafigura, tuttavia, Fedeli mantiene una posizione prudente. «Non posso entrare in questo tipo di discussioni», spiega, ricordando che sul sistema dei rapporti esistenti incidono anche le prescrizioni previste dalla disciplina del Golden Power. La linea indicata dal nuovo amministratore delegato è quindi quella di procedere senza forzature, lasciando che siano gli aspetti giuridici e commerciali a definire il nuovo quadro.

«Bisogna dare tempo al tempo», è in sostanza il messaggio di Fedeli. Ma la nuova ISAB non vuole essere definita soltanto dal tema delle forniture. L’orizzonte indicato dal nuovo management è molto più ampio e riguarda il futuro industriale dello stabilimento di Priolo.

«ISAB per noi è casa»

Fedeli utilizza un’espressione particolarmente significativa per descrivere l’approccio della nuova proprietà: «ISAB per noi è casa». Dietro questa frase c’è l’idea di una gestione orientata al lungo periodo. La proprietà familiare, spiega l’amministratore delegato, vuole sentirsi parte integrante dell’azienda e costruire un progetto industriale destinato a durare.

Un’impostazione che si collega direttamente al piano di investimenti annunciato da Ludoil: 1,3 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, con interventi sugli impianti, rilancio della capacità produttiva, maggiore efficienza energetica, riduzione delle emissioni e sviluppo della produzione di biocarburanti. Per Fedeli, però, non si tratta soltanto di spendere risorse. Gli investimenti devono avere una precisa logica industriale, essere realizzati con rapidità e produrre valore lungo tutta la filiera.

Vent’anni da recuperare

Il nuovo amministratore delegato individua anche una delle principali criticità ereditate dal passato. A suo giudizio, ISAB arriva alla nuova fase dopo circa vent’anni nei quali sono stati insufficienti gli investimenti nella raffinazione, nella conversione degli impianti, nell’efficienza energetica e nei progetti destinati alla riduzione delle emissioni.

Da qui la necessità di cambiare passo. «Quando diventa casa nostra, quelle esigenze diventano esigenze nostre», sottolinea Fedeli. Il concetto è chiaro: la nuova proprietà non considera il sito di Priolo soltanto come un grande impianto produttivo, ma come un patrimonio industriale sul quale costruire una prospettiva di lungo periodo. E in questa prospettiva rientra anche l’occupazione. L’obiettivo dichiarato è mantenere l’attuale forza lavoro e, attraverso il piano industriale, generare ulteriore attività legata alla realizzazione degli investimenti, con nuove professionalità specializzate.

Il futuro della raffineria

La partita che si apre a Priolo, quindi, non riguarda soltanto chi fornirà il petrolio a ISAB. Sul tavolo ci sono contemporaneamente autonomia commerciale, sicurezza energetica, investimenti, occupazione, transizione verso i biocarburanti e rapporto con il territorio. La nuova gestione dovrà ora trasformare gli annunci in cantieri, investimenti e risultati concreti. E proprio dalla capacità di ISAB di tornare a muoversi con maggiore autonomia sul mercato, mantenendo allo stesso tempo gli impegni previsti dal quadro regolatorio e dal Golden Power, passerà una parte importante del futuro del polo industriale di Priolo.

Il messaggio di Fedeli, in definitiva, è quello di una raffineria chiamata a cambiare passo: meno dipendenza da soluzioni dettate dalle emergenze del passato, più capacità di scegliere, investire e programmare il proprio futuro.

03 Ottobre 2026 | 12:47
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