«Impianto da 20,4 MW a Noto, Iren: la risposta della comunità locale è positiva». Fonte: PV Magazine Italia.La vicenda giudiziaria che sta scuotendo gli uffici della Regione Siciliana arriva anche nel territorio siracusano. Tra le pratiche energetiche finite sotto la lente degli investigatori compare infatti un impianto fotovoltaico previsto nell’area compresa tra Canicattini Bagni, Siracusa e Noto, una delle numerose iniziative che, secondo la ricostruzione della Procura, avrebbero cercato di superare i rallentamenti burocratici legati ai procedimenti ambientali.
È questo uno degli aspetti più significativi per il territorio aretuseo di un’inchiesta che sta facendo emergere presunti rapporti privilegiati tra imprenditori, professionisti ed esponenti che hanno avuto ruoli di rilievo nella macchina amministrativa regionale. Al centro delle indagini viene collocato il rapporto tra l’ex vicepresidente della Regione Gaetano Armao, l’avvocato Pierluigi Matta e alcuni manager della società valdostana Cva Eos. Secondo l’ipotesi investigativa, l’obiettivo sarebbe stato quello di favorire l’accelerazione di alcune pratiche ambientali attraverso contatti e interlocuzioni con gli organismi regionali competenti.
Tra le procedure considerate dagli investigatori ci sono anche le cosiddette verifiche di ottemperanza, passaggi indispensabili per accertare il rispetto delle prescrizioni ambientali e, in determinati casi, consentire agli investitori di arrivare alla fase di apertura dei cantieri. È proprio su questo terreno che, secondo gli atti dell’inchiesta, si sarebbe sviluppato il dialogo tra Armao e i vertici di Cva Eos. Durante un pranzo avvenuto a Palermo il 23 febbraio scorso, l’amministratore delegato della società, Giuseppe Argirò, avrebbe illustrato ad Armao la situazione di alcuni progetti ancora bloccati negli uffici regionali. L’ex assessore, che dall’agosto 2023 presiede la Commissione tecnica specialistica, avrebbe manifestato la disponibilità a occuparsi delle pratiche.
Il tema era già emerso nei mesi precedenti. Nell’ottobre 2025 Argirò avrebbe chiesto ad Armao di agevolare un incontro con il dirigente generale dell’Energia, Carmelo Frittitta, per fare il punto sui procedimenti della società. Dalle conversazioni riportate negli atti emergerebbe la disponibilità dell’ex vicepresidente a intervenire per favorire il contatto. A gennaio, inoltre, Matta e l’avvocato Stefano Cavassa, indicato come referente di Cva, avrebbero incontrato il dirigente generale del Dipartimento Ambiente, Calogero Beringheli. Al centro del confronto ci sarebbero state alcune pratiche ancora in istruttoria. Tra queste figuravano diversi impianti fotovoltaici, compreso quello denominato Ren 203, per il quale il provvedimento risultava ormai vicino alla firma, e Bompolieri 1, previsto nel territorio di Vittoria.
IL PROGETTO TRA SIRACUSA E NOTO
Ma per Siracusa il passaggio più delicato riguarda un altro progetto. Durante il pranzo del 23 febbraio, infatti, sarebbe stato affrontato anche il caso di un impianto fotovoltaico destinato a interessare il territorio compreso tra Canicattini Bagni, Siracusa e Noto. La questione, secondo quanto emerge dagli atti, riguardava in particolare alcune opere necessarie per il collegamento alla rete elettrica che non sarebbero state esplicitamente richiamate nella precedente valutazione ambientale.
Armao avrebbe suggerito di presentare un’istanza per rendere esplicito quel passaggio. L’ipotesi, tuttavia, avrebbe creato preoccupazione per i tempi: la nuova istanza avrebbe dovuto essere pubblicata per trenta giorni, con il rischio di rallentare ulteriormente un procedimento che i promotori stavano cercando di chiudere. È un dettaglio che assume particolare rilievo per il Siracusano perché conferma come anche progetti energetici localizzati nel territorio della provincia siano entrati nel circuito delle interlocuzioni finite sotto osservazione della magistratura. L’inchiesta, naturalmente, dovrà stabilire se queste interlocuzioni abbiano rappresentato semplici rapporti istituzionali oppure se, come ipotizzato dagli investigatori, siano state utilizzate per ottenere trattamenti preferenziali.
UNA VICENDA CHE TOCCA LA SICILIA DEI GRANDI IMPIANTI
Il quadro che emerge dall’inchiesta riguarda dunque un sistema di rapporti costruito attorno a pratiche ambientali, autorizzazioni e progetti energetici. Una materia particolarmente sensibile in una Sicilia che negli ultimi anni è diventata uno dei principali territori italiani per lo sviluppo di impianti fotovoltaici ed energetici.
E dentro questa rete compare anche Siracusa, con un progetto che coinvolge Canicattini Bagni e Noto e che riporta al centro dell’attenzione il rapporto tra investimenti, autorizzazioni ambientali e tempi della pubblica amministrazione. Resta ora da capire, sul piano giudiziario, se le interlocuzioni ricostruite dagli investigatori abbiano configurato effettivamente una corsia preferenziale e quale sia stato il ruolo dei diversi soggetti coinvolti.
Sono valutazioni che spettano alla magistratura e che dovranno essere verificate nel prosieguo dell’inchiesta e nelle successive fasi processuali. Ma il caso riaccende comunque i riflettori sul funzionamento degli organismi regionali chiamati a decidere su grandi opere e impianti che possono incidere profondamente sul territorio siciliano.
Per Siracusa, il dato politico e amministrativo è altrettanto rilevante: anche il territorio aretuseo compare nella mappa delle pratiche energetiche finite all’attenzione della Procura.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

