Siracusa. Sovranità energetica blindata, ministro Urso esulta per ISAB: «Bene il ritorno in mani italiane»

di Redazione

Chiusa ufficialmente l'acquisizione del gigante energetico da parte del gruppo Ludoil: il nuovo corso di Isab a trazione italiana punta tutto su biocarburanti di ultima generazione e carburanti sostenibili per l'aviazione (SAF). Un piano industriale ambizioso che promette di rilanciare la competitività del sito siciliano, salvaguardando l'occupazione nel cuore del Mediterraneo. Il ministro Urso afferma: “Passaggio strategico per sistema energetico italiano”

Alla fine, il gigante della raffinazione torna a battere bandiera italiana. E lo fa in un momento storico in cui parlare di sovranità energetica non è più un vezzo retorico, ma un imperativo geopolitico.

Con il perfezionamento del closing arrivato oggi, 23 settembre, Ludoil ha rilevato il 51% del capitale sociale di Isab da Goi Energy, completando un percorso iniziato lo scorso 13 maggio.

Un’operazione da novanta che ha superato senza scossoni l’esame del Governo tramite la disciplina del Golden Power, incassando parallelamente il via libera a pieni voti sia dall’Antitrust che dalle autorità europee nell’ambito del Regolamento sulle sovvenzioni estere. Nessuna prescrizione, nessun paletto: semaforo verde su tutta la linea.

La soddisfazione del Governo

“Il ritorno in mani italiane ci rassicura, un segnale importante soprattutto in questo momento. Con il ministro Pichetto abbiamo tutelato l’azienda in ogni passaggio, anche quando sembrava impossibile, ben sapendo quando sia strategica per il sistema energetico italiano.

Il piano di investimenti annunciato, orientato anche alla produzione di Sustainable Aviation Fuel e biocarburanti, va nella giusta direzione”. È quanto dichiara il ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, in merito al perfezionamento dell’acquisizione di Isab da parte di Ludoil.

In un’era di scacchiere geopolitici frammentati, Siracusa riprende centralità. Ludoil firma una pagina cruciale nella storia energetica italiana: ora la parola passa ai cantieri e all’esecuzione del promettente piano annunciato.

La spina dorsale del Mediterraneo

Non si parla di una struttura qualunque. Il complesso di Siracusa è, senza troppi giri di parole, la spina dorsale della raffinazione nazionale e uno dei nodi strategici più imponenti di tutto il bacino del Mediterraneo. Lasciarlo a lungo in balia dell’incertezza internazionale avrebbe significato esporre l’intero Paese a vulnerabilità intollerabili.

Tra tensioni globali e mercati energetici con i nervi a fior di pelle, la mossa di Ludoil – accompagnata a passo di danza dalle istituzioni governative – suona come una blindatura in piena regola. Non è un caso che la nota ufficiale del gruppo sottolinei la portata politica e strategica dell’operazione, rivendicando la salvaguardia di un asset fondamentale per il Paese.

Un piano da 1,3 miliardi

Al patriottismo industriale si affiancano i numeri, e i numeri messi sul tavolo da Ludoil parlano chiaro: 1,3 miliardi di euro di investimenti all’interno di un nuovo piano industriale pluriennale.

Due le direttrici chiave su cui si giocherà la partita: efficienza immediata, riportando gli impianti esistenti ai massimi livelli di resa e produttività e transizione pragmatica, spingendo con decisione sulla riconversione green, focalizzandosi sui biocarburanti e in particolare sul Sustainable Aviation Fuel (SAF), il carburante ecologico destinato a rivoluzionare il settore dei trasporti aerei.

Un piano che prova a coniugare la forza dell’industria tradizionale con le sfide imposte dalla transizione energetica, senza cedere a facili fondamentalismi, ma puntando sulla continuità produttiva.

23 Settembre 2026 | 19:46
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