Siracusa. Incappucciato dà fuoco al caseificio in Ortigia, la malavita terrorizza il commercio: invocata sicurezza

di Redazione

Un attacco intimidatorio nel cuore del centro storico con benzina e petardi, per scatenare un’incendio, contro chi promuove eccellenza e lavoro locale: la legalità torna al centro del dibattito pubblico, invocato un consiglio comunale aperto che coinvolga istituzioni, forze dell’ordine, associazioni di categoria e cittadini

Un incendio di probabile matrice dolosa ha scosso il cuore del centro storico di Siracusa nelle prime ore della notte. Poco prima delle 2 di stamane, le fiamme hanno interessato via De Benedictis, una delle strade simbolo di Ortigia, dove quotidianamente si svolge il mercato cittadino e dove si concentrano attività storiche e flussi turistici.

A bruciare sono state le travi in legno posizionate a protezione di un garage in fase di ristrutturazione e la tenda del locale adiacente, il noto Caseificio Borderi, punto di riferimento gastronomico e meta quotidiana di centinaia di visitatori provenienti da tutto il mondo.

Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, supportata dalle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, un soggetto incappucciato avrebbe cosparso di benzina l’ingresso dell’immobile, dando poi fuoco mediante il lancio di un petardo sull’uscio intriso di idrocarburi. Un gesto rapido, mirato e potenzialmente devastante, che solo per circostanze fortunate non ha avuto conseguenze ben più gravi.

L’intervento tempestivo dei vigili del fuoco ha permesso di domare l’incendio e contenere i danni, evitando che le fiamme si propagassero alle strutture circostanti, in un’area ad altissima densità abitativa e commerciale. Sul posto è intervenuta anche la Polizia, che ha effettuato i rilievi e avviato le indagini per risalire all’autore del gesto e chiarirne il movente.

Resta al momento da accertare se l’atto intimidatorio fosse diretto specificamente al Caseificio Borderi, ipotesi ritenuta tuttavia la più plausibile dagli investigatori, considerata la dinamica e il luogo dell’incendio. Un’eventualità che, se confermata, assumerebbe un peso simbolico e sociale rilevante, colpendo non solo un’attività commerciale, ma uno dei simboli dell’identità produttiva e culturale di Ortigia.

Colpo all’eccellenza locale: convocare consiglio comunale aperto sulla legalità

Sull’episodio è intervenuto con una nota ufficiale il gruppo consiliare “Insieme” al Vermexio – rappresentato da Ivan Scimonelli, Daniela Rabbito e Francesco Vaccaroesprimendo “la più sincera e convinta solidarietà alla famiglia Borderi e a tutto lo staff del Caseificio” per quanto accaduto nella notte tra giovedì e venerdì.

I tre consiglieri sottolineano come il Caseificio Borderi non rappresenti soltanto un’eccellenza nella produzione e promozione dei prodotti caseari tipici del territorio, ma sia anche “un simbolo della tradizione, del lavoro artigiano e dell’ospitalità che contraddistinguono la nostra città”, contribuendo in maniera significativa alla vitalità economica e culturale del centro storico.

“Condanniamo con fermezza ogni forma di intimidazione e di attacco ai danni di chi investe nel proprio territorio, crea lavoro e promuove l’eccellenza locale”, affermano i rappresentanti di Insieme, ribadendo come episodi di questo genere non possano trovare spazio nella comunità siracusana.

Alla luce dell’accaduto, il gruppo consiliare ha inoltre preannunciato la richiesta di convocazione, in tempi rapidi, di un Consiglio comunale aperto sul tema della legalità, che coinvolga istituzioni, forze dell’ordine, associazioni di categoria e cittadini. Un’iniziativa che mira a riaffermare, senza ambiguità, che Siracusa non intende tollerare violenza, intimidazioni e illegalità, soprattutto nel cuore più fragile e simbolico della città.

Intanto, mentre le indagini proseguono per fare piena luce sull’episodio, alla famiglia Borderi e ai lavoratori dello storico caseificio continua ad arrivare la solidarietà di cittadini, operatori commerciali e rappresentanti istituzionali, in un abbraccio collettivo che vuole trasformare la paura in una risposta corale di legalità e coesione.

09 Gennaio 2026 | 17:35
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