In foto: restyling SbarcaderoMentre l’amministrazione comunale si prepara a celebrare in pompa magna, con un grande evento, la rinascita dello Sbarcadero Santa Lucia, continua a far discutere uno degli aspetti più controversi dell’intervento: la drastica riduzione dei posti auto in una delle aree più frequentate della città.
Un sacrificio che, secondo molti residenti e frequentatori abituali della zona, rischia di incidere ulteriormente sulla qualità della vita e sull’accessibilità al centro storico, in una città già alle prese con croniche difficoltà legate alla mobilità urbana.
Domenica 7 giugno sarà infatti inaugurato il nuovo Sbarcadero Santa Lucia, interessato negli ultimi mesi da un profondo intervento di riqualificazione che ne ha completamente trasformato l’aspetto e la funzione. Per l’occasione non è stato previsto un sobrio taglio del nastro, ma un vero e proprio evento spettacolare che avrà come momento centrale la rappresentazione teatrale “Oltre Atene – Madre di Guerra”, diretta dal regista Giuliano Peparini, amico del sindaco Italia.
I dettagli dell’inaugurazione saranno illustrati domani, 3 giugno, alle 10.30, durante una conferenza stampa nel salone “Paolo Borsellino” di Palazzo Vermexio.
Un intervento da oltre 3,3 milioni di euro
L’opera, secondo quanto stimato dal Comune, sarebbe costata poco più di 3,3 milioni di euro. Di questi, circa 2,6 milioni provengono dai fondi del Piano di Azione e Coesione, mentre la restante parte è stata finanziata attraverso un mutuo, pagato dai cittadini, da circa 520 mila euro e con le somme derivanti dal ribasso d’asta.
Il progetto ha trasformato radicalmente lo Sbarcadero, convertendolo in una vasta area a prevalente vocazione pedonale. Il piazzale sarà pavimentato con pietra locale e arricchito da spazi verdi, nuove panchine, illuminazione pubblica e altri elementi di arredo urbano. Prevista inoltre una passeggiata alberata larga sei metri, destinata a sostituire l’attuale marciapiede di poco superiore a un metro, oltre all’abbassamento del muretto esistente per favorire una maggiore apertura visiva verso il mare.
La pavimentazione resterà comunque carrabile, solo per specifiche esigenze operative, e per consentire il passaggio della navetta diretta al solarium durante la stagione estiva.
Il prezzo della riqualificazione: 400 posti auto cancellati, senza alternative
Se l’intervento punta a migliorare il rapporto tra la città e il suo waterfront, il costo sociale dell’operazione continua però ad alimentare il dibattito.
Con la nuova configurazione dello Sbarcadero sono stati eliminati circa 400 posti auto che per decenni hanno rappresentato uno dei principali punti di sosta per chi si reca a Ortigia, per i residenti e per i frequentatori del centro cittadino. Al loro posto rimarranno soltanto una cinquantina di stalli laterali e un limitato tratto di viabilità accessibile alle automobili.
In termini pratici, oltre il 90 per cento della capacità di parcheggio è stato cancellato.
Una scelta che appare coerente con la filosofia, controversa, della progressiva pedonalizzazione degli spazi urbani perseguita dall’amministrazione comunale, ma che lascia aperto un interrogativo fondamentale: come compensare la perdita di un’infrastruttura considerata strategica da gran parte della cittadinanza?
Ad oggi, infatti, il progetto non risulterebbe accompagnato da un piano alternativo capace di assorbire i flussi veicolari che fino a ieri trovavano nello Sbarcadero una delle poche aree di sosta a ridosso del centro storico.
Una città sempre più difficile da vivere?
È proprio questo il punto che alimenta le maggiori perplessità. Se da un lato la riqualificazione restituisce alla città uno spazio per certi versi più elegante, moderno e fruibile sotto il profilo paesaggistico, dall’altro si rafforza la sensazione, diffusa in una parte della popolazione, che le esigenze quotidiane dei residenti siano progressivamente cadute nel dimenticatoio rispetto agli obiettivi di una presunta valorizzazione turistica e di immagine.
Il rischio evidenziato dai critici del progetto è che Siracusa continui a perdere servizi essenziali per chi la vive ogni giorno, rendendo sempre più complesso raggiungere il centro, trovare parcheggio e muoversi agevolmente in città.
La nuova veste dello Sbarcadero Santa Lucia sarà probabilmente apprezzata da alcuni cittadini e visitatori per la qualità degli spazi e per la ritrovata continuità con il mare. Resta però da capire se la trasformazione riuscirà a conciliare le esigenze della rigenerazione urbana con quelle, altrettanto importanti, della vivibilità quotidiana.
Un equilibrio che, almeno sul fronte della mobilità, appare ancora tutto da costruire.
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