Siracusa. «Il Parlamento vota al buio», Nicita (PD) sui conti pubblici: «Più debito, crescita limitata e poche risposte ai cittadini»

di Redazione

Ventinove miliardi e obiettivi ancora da chiarire. Il senatore dem, Antonio Nicita, accusa l’esecutivo di chiedere flessibilità finanziaria senza fornire elementi sufficienti per valutarne i benefici: “Lo scostamento pare finalizzato solo a finanziare una legge di Bilancio elettorale”

Ventinove miliardi di euro, ma ancora troppe incognite sulla destinazione delle risorse e sui risultati attesi per l’economia italiana. È l’affondo del senatore Antonio Nicita, vicepresidente del Gruppo Pd a Palazzo Madama, contro il Documento programmatico di finanza pubblica presentato dal Governo, accusato di chiedere uno scostamento senza fornire elementi sufficienti per valutarne pienamente gli effetti.

«Si chiede uno scostamento al buio», denuncia Nicita, contestando la mancanza di dettagli sulla ripartizione delle risorse tra difesa ed energia e sulla quantificazione degli effetti moltiplicativi degli interventi, rinviata alla legge di Bilancio. Dubbi anche sulla reale aggiuntività di spese e investimenti, che potrebbero essere già in parte inclusi nelle previsioni tendenziali.

Da qui la stoccata politica: lo scostamento, sostiene, «pare finalizzato solo a liberare risorse per finanziare una legge di bilancio elettorale». A preoccupare è soprattutto il rapporto tra le risorse mobilitate e i benefici economici attesi. «Gli scostamenti produrrebbero, secondo stime convergenti, una crescita di appena lo 0,3%», afferma il parlamentare Dem, richiamando anche i rischi legati all’indebitamento. Una prospettiva che non chiarisce come l’operazione possa tradursi in un sostegno concreto allo sviluppo e alla competitività del Paese.

Nel mirino finiscono anche le politiche sociali e il costo dell’energia. «Quello che appare è uno scostamento finalizzato non a sostenere la crescita, la spesa sanitaria e il welfare, né il contenimento reale dei costi energetici per imprese e famiglia, delle cui misure nulla si sa», sottolinea Nicita.

La critica si estende infine al metodo e al ruolo del Parlamento. «In Commissione Bilancio e in Parlamento discutiamo e voteremo annunci», denuncia il senatore, evidenziando la mancanza di informazioni sufficienti, a suo giudizio confermata anche dalle osservazioni degli istituti indipendenti auditi.

La partita si sposta ora sulla legge di Bilancio, chiamata a chiarire destinazione delle risorse, misure concrete e risultati attesi. Per Nicita, la questione è decisiva: non bastano gli annunci, occorrono trasparenza, obiettivi verificabili e risposte concrete per famiglie e imprese, senza sottovalutare i rischi per i conti pubblici.

12 Ottobre 2026 | 20:22
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