L‘Italia guarda con determinazione al Golfo Persico per blindare la propria transizione industriale e attrarre investimenti strategici a lungo termine. È in corso a Kuwait City un vertice di altissimo livello tra il ministro delle Imprese e del Made in Italy, il senatore Adolfo Urso, e il Primo Ministro del Kuwait, Ahmad Al-Abdullah Al-Ahmad Al-Sabah.
Un colloquio politico e istituzionale di primaria importanza, al quale partecipano anche il ministro del Petrolio kuwaitiano, Tariq Sulaiman Al Roumi, e il direttore della Kuwait Direct Investment Promotion Authority (KDIPA), Sheikh Meshaal Jaber Al-Ahmad Al-Sabah.
Il cuore della missione italiana risiede nel dialogo serrato con i vertici della Kuwait Investment Authority (KIA), uno dei fondi sovrani più potenti e capitalizzati al mondo. L’obiettivo dell’esecutivo italiano è chiaro: trasformare lo storico legame energetico in una partnership industriale e tecnologica ad ampio raggio, capace di proiettare il tessuto produttivo nazionale nelle sfide del futuro.
Il nodo Sicilia: da Milazzo alla svolta green di Priolo
La Sicilia si conferma il perno geografico e strategico del confronto tra Roma e Kuwait City. Al centro dei colloqui c’è innanzitutto il consolidamento della presenza industriale della Kuwait Petroleum Corporation nell’area di Milazzo.
Ma è sul fronte della decarbonizzazione e dell’innovazione che la cooperazione intende compiere il salto di qualità: si discute infatti del ruolo fondamentale che il Paese arabo intende giocare, attraverso il marchio Q8, nella partnership con Eni per la realizzazione della nuova bioraffineria all’interno del sito Versalis di Priolo.
Un’operazione che risponde a una duplice esigenza: salvaguardare la vocazione industriale di uno dei poli energetici più rilevanti del Mediterraneo e, al contempo, accelerare sulla riconversione sostenibile delle filiere strategiche.
Le nuove frontiere dell’attrazione investimenti
La trasferta del ministro Urso non si limita tuttavia ai dossier energetici tradizionali e alla transizione ecologica. A testimonianza del carattere corale e sistemico dell’iniziativa, la delegazione italiana vanta la presenza di autorevoli rappresentanti del sistema finanziario e degli investimenti italiano, sia del settore pubblico che di quello privato.
Il programma della giornata prevede infatti un cruciale passaggio con il board della Union of Investment Companies, la potente associazione che raccoglie le principali società finanziarie e di investimento del Kuwait. In questo contesto, il titolare del MIMIT illustrerà un vero e proprio catalogo di opportunità per il capitale arabo, proponendo cooperazioni industriali in settori a elevato valore aggiunto: dall’Intelligenza Artificiale allo sviluppo dei data center, dal reperimento e lavorazione delle materie prime critiche alla robotica, passando per l’aerospazio, la farmaceutica e la manifattura d’eccellenza del Made in Italy.
In un momento storico segnato da profonde ridefinizioni delle catene globali del valore, la missione a Kuwait City rappresenta una mossa geopolitica e industriale ben precisa: accreditare l’Italia come piattaforma stabile, attrattiva e innovativa per i grandi investitori internazionali, stringendo alleanze strategiche destinate a incidere profondamente sugli equilibri economici dei prossimi anni.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

