È anche Siracusa uno dei territori coinvolti nella delicata situazione che sta interessando il servizio 118 nel bacino orientale della Sicilia. L’ispezione disposta dalla Regione ha fatto emergere un quadro di forte sofferenza, con ambulanze che ogni giorno rimangono indisponibili e personale insufficiente a garantire la piena operatività della rete dell’emergenza.
Nel bacino che comprende Catania, Ragusa e Siracusa, secondo quanto rilevato dagli ispettori, possono rimanere ferme quotidianamente tra 5 e 20 ambulanze. Una delle principali cause è rappresentata dai tempi di permanenza dei mezzi nei pronto soccorso: in alcuni casi si arriva anche a nove ore prima che le ambulanze possano tornare disponibili per nuovi interventi.
Una situazione che assume particolare rilievo anche per Siracusa, dove la tempestività del servizio di emergenza rappresenta un elemento essenziale per collegare il territorio alla rete ospedaliera e garantire l’intervento nei casi più urgenti.
Organici insufficienti
A complicare ulteriormente il quadro sono le carenze di personale. L’ispezione regionale ha infatti evidenziato difficoltà nella disponibilità di medici, autisti e soccorritori, con una conseguente riduzione dei mezzi effettivamente utilizzabili.
Il risultato, secondo la valutazione degli uffici regionali, è una «significativa riduzione della capacità operativa del sistema di emergenza territoriale». Non si tratterebbe dunque di episodi isolati, ma di criticità definite gravi e perduranti.
La Regione convoca i vertici
La situazione ha spinto l’assessore regionale alla Salute Marcello Caruso a convocare i responsabili delle centrali operative e il presidente della Seus Riccardo Castro.
L’obiettivo è fare chiarezza sulle cause delle difficoltà e individuare rapidamente le soluzioni necessarie per riportare il servizio a livelli di piena efficienza. Nel confronto entreranno anche le problematiche che interessano Siracusa e il suo territorio, inserite nella verifica complessiva del bacino orientale.
Caruso, almeno in questa fase, non sembra intenzionato a escludere alcuna ipotesi. Tra le possibilità indicate dalla struttura regionale c’è infatti anche quella di valutare la rimozione degli attuali vertici della Seus, alla luce delle criticità riscontrate.
Sotto esame tutte le centrali
Prima di assumere decisioni definitive, l’assessore vuole però completare il quadro. Il confronto sarà quindi esteso alle quattro centrali operative regionali, comprese quelle che non sono state interessate direttamente dall’ispezione.
La Regione dovrà verificare se i problemi riscontrati nel comprensorio Catania-Ragusa-Siracusa siano riconducibili a specifiche difficoltà organizzative oppure rappresentino una criticità più ampia del sistema regionale.
Per Siracusa, intanto, resta centrale il problema della disponibilità effettiva delle ambulanze: ogni mezzo fermo per ore nei pronto soccorso significa una risorsa in meno sul territorio e, di conseguenza, una maggiore pressione sugli altri equipaggi operativi.
La partita, dunque, non riguarda soltanto la gestione interna della Seus. In gioco c’è la capacità del 118 di assicurare risposte tempestive ai cittadini, soprattutto nei territori periferici e nelle aree dove anche pochi mezzi indisponibili possono determinare un significativo allungamento dei tempi di intervento.
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