L’estate si è chiusa da un pezzo, ma a Siracusa la temperatura politica continua a salire vertiginosamente. E a far traboccare un vaso già colmo di tensione è paradossalmente la persistente mancanza d’acqua nei rubinetti di migliaia di famiglie e commercianti.
Al centro della bufera c’è Aretusacque, la società insediatasi appena quattro mesi fa per la gestione del servizio idrico integrato, finita sotto il tiro incrociato di un’opinione pubblica esasperata e, ora, di un’offensiva politica che non concede sconti.
A picchiare duro è Francesco Candelari, esponente cittadino ed attivista di Forza Italia, che decide di alzare il livello dello scontro e di chiamare in causa direttamente i vertici di Palazzo d’Orléans. La richiesta inviata al Presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, è secca, senza giri di parole: intervenire con urgenza, verificare il rispetto della convenzione ed eventualmente disporre il commissariamento della gestione targata Aretusacque.
Un’estate di disservizi e l’ultimo “blackout” idrico
Dai vicoli storici di Ortigia alle stradine di Santa Lucia, fino a gran parte del reticolato urbano siracusano, il bilancio di questi primi quattro mesi di nuova gestione sembra un bollettino di guerra. Non si tratta di mere percezioni, ma di numeri, segnalazioni e pagine di cronaca locale che raccontano di perdite e guasti incessanti, cali di pressione improvvisi e una scia ininterrotta di disagi.
L’ultimo capitolo di questo calvario si è consumato lo scorso 9 ottobre, quando un ennesimo doppio guasto alla rete ha messo letteralmente in ginocchio mezza città, riaccendendo la rabbia dei residenti.
A completare il quadro, infiammando ancora di più la protesta dei cittadini già esasperati dalle inefficienze, è arrivato il nuovo balzello del deposito cauzionale richiesto da Aretusacque, percepito come un’ulteriore beffa economica.
«La situazione è diventata intollerabile – attacca con fermezza Candelari – Famiglie e attività commerciali stanno subendo le disastrose conseguenze dell’inefficienza di un servizio essenziale. L’acqua non è un privilegio e il diritto a una gestione efficiente non è negoziabile, soprattutto quando viene profumatamente pagato dalla collettività».
La patata bollente sul tavolo di Palazzo d’Orléans
L’iniziativa di Candelari assume contorni politicamente ancora più rilevanti: a sparare ad altezza uomo sulle criticità della gestione idrica è infatti un esponente di Forza Italia, lo stesso partito del Governatore Schifani. Un segnale chiaro di come il malcontento popolare abbia ormai travalicato i confini della protesta di strada per diventare una vera e propria patata bollente sulle scrivanie della Regione.
L’esponente azzurro chiede di superare la logica delle pezze d’appoggio temporanee e lancia un avvertimento preciso: basta con la diplomazia dei comunicati stampa. Le richieste rivolte alla Regione Siciliana tracciano infatti un percorso di fermezza senza appello: si parte da una verifica straordinaria ed immediata sul rispetto della convenzione, fino a giungere alla valutazione del commissariamento qualora vengano accertate le inadempienze del gestore. Contestualmente, la Regione è chiamata a pretendere la pubblicazione di un cronoprogramma trasparente di lavori a tempi certi e a garantire interventi concreti per la messa in sicurezza della rete, prevenendo nuovi ed estenuanti guasti.
Il tempo delle rassicurazioni è finito
Al Presidente Schifani viene così sollecitata una presa di posizione netta e priva di ambiguità. Se la convenzione non viene rispettata e se i presupposti di legge rimangono inottemperati, la Regione deve mostrare i muscoli e prendere in mano le redini del servizio.
Nel frattempo, Siracusa attende risposte vere. Tra commercianti costretti a contare i danni alle proprie attività e quartieri lasciati a secco dall’oggi al domani, la pressione sul nuovo gestore è ormai ai livelli di guardia. La palla passa adesso a Palermo: il grido della colletività ha lanciato la sua sfida, ora sta alle istituzioni regionali dimostrare di non voler lasciare i cittadini con i rubinetti all’asciutto.
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