Centrentadue occhi elettronici, un sistema di tracciamento delle targhe in tempo reale e una centralina operativa blindata sotto il profilo della privacy.
Siracusa prova a blindare le sue strade e trasforma il controllo del territorio in una questione di tecnologia avanzata, intercettando oltre 780 mila euro di fondi pubblici tra risorse europee del Programma Operativo Complementare “Legalità” e finanziamenti del Ministero dell’Interno.
Il piano prende forma con l’entrata in funzione, attualmente ancora in fase di test e collaudo operativo, del primo lotto funzionale. Un intervento del valore di 338.793 euro che traccia la nuova perimetrazione digitale della città, puntando su dispositivi ad alta definizione e sul sistema ANPR (Automatic Number Plate Recognition) per il monitoraggio dei flussi veicolari.
La mappa dei controlli: dai quartieri sensibili alla zona nord
L’infrastruttura, concepita per una copertura capillare del tessuto urbano, si svilupperà attraverso un piano progressivo diviso in tre distinti segmenti contabili e logistici. Al primo intervento da quasi 339 mila euro, attinto dal POC Legalità 2014-2020 e in fase di completamento per l’impianto principale, si affiancherà una seconda tranche da 176 mila euro sbloccata dal Ministero dell’Interno tramite la Prefettura, destinata a blindare i quartieri di Belvedere, Villaggio Miano e lo snodo viario di via Necropoli Grotticelle.

Il quadro delle opere si completerà con un terzo lotto da oltre 271 mila euro, ancora a valere sui fondi POC, interamente riservato al quadrante nord della città. A regime, l’architettura di sicurezza conterà 132 telecamere complessive, di cui 47 equipaggiate con tecnologia di lettura e scansione automatica delle targhe.
La regia unica e il nodo della privacy
L’architettura del sistema fa capo a una nuova control room centrale, concepita per convogliare i flussi video in un’unica sede operativa. La struttura è stata definita sotto la regia tecnica della comandante della Polizia Municipale, Loredana Carrara, che ricopre anche la responsabilità dell’area informatica e dell’Ufficio per la protezione dei dati personali.
Proprio il bilanciamento tra l’esigenza di prevenzione dei reati (dagli atti vandalici al controllo del traffico) e le garanzie della privacy ha imposto protocolli rigidi sulla gestione dei dati raccolti dal sistema ANPR e dalle telecamere ad alta risoluzione.
La sfida, adesso, si sposta sul piano operativo: verificare se l’infrastruttura tecnologica riuscirà a trasformare la mole di dati in una reale capacità d’intervento immediato per le pattuglie sul territorio.
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