La speranza di vita alla nascita a Siracusa viene indicata in 81,6 anni

Siracusa. Festa dei Nonni, a Siracusa la sfida è vivere meglio

di Redazione

L’Osservatorio Civico richiama l’attenzione sulla qualità della vita degli anziani e sui divari sanitari territoriali

Non basta contare gli anni che passano. La vera sfida è fare in modo che siano anni vissuti in buona salute, con adeguati servizi sanitari, relazioni sociali e condizioni di autonomia. È questo il tema che, in occasione della Festa dei Nonni, torna al centro dell’attenzione a Siracusa. La ricorrenza dedicata ai nonni rappresenta infatti un’occasione per guardare oltre il valore affettivo e familiare di questa figura e interrogarsi sulle condizioni di vita di una popolazione che continua a invecchiare. Nonni sempre più spesso protagonisti della vita quotidiana delle famiglie, ma anche persone che necessitano di assistenza, prevenzione e servizi adeguati.

A porre l’accento sulla situazione locale sono i dirigenti dell’Osservatorio Civico Salvo Sorbello, Alberto Leone e Franco Cirillo, secondo i quali l’obiettivo non dovrebbe essere soltanto quello di aumentare la durata media della vita, ma soprattutto gli anni trascorsi in condizioni di salute soddisfacenti. Il quadro dei dati evidenzia, secondo l’Osservatorio, un divario che merita attenzione. La speranza di vita alla nascita a Siracusa viene indicata in 81,6 anni, mentre valori più elevati si registrano in diverse grandi città italiane: 84,7 anni a Firenze, 84,4 a Milano e 83,7 a Roma. In Trentino-Alto Adige si raggiungono valori ancora superiori.

La distanza territoriale non riguarda soltanto la longevità. Anche la possibilità di arrivare alla terza età in condizioni di buona salute risente di fattori economici, sociali, culturali e dalla disponibilità dei servizi. È proprio su questo terreno che si concentra il richiamo dell’Osservatorio: il luogo in cui si nasce e si vive non dovrebbe determinare differenze così significative nelle prospettive di salute.

Famiglie più piccole e anziani più esposti

Il fenomeno si inserisce in una trasformazione demografica più ampia. Il Rapporto annuale 2026 dell’Istat fotografa un Paese sempre più anziano e caratterizzato da nuclei familiari di dimensioni ridotte. Nel 2024-2025 le famiglie composte da una sola persona rappresentano il 37,1% del totale.

Vivere soli, sottolinea l’Istat, non significa automaticamente essere isolati. Con l’avanzare dell’età, però, la riduzione delle reti familiari e sociali può aumentare la vulnerabilità delle persone che hanno bisogno di assistenza o di un sostegno quotidiano. Il rapporto evidenzia inoltre come le reti di aiuto continuino ad avere un ruolo importante, affiancate sempre più frequentemente da interventi pubblici e privati.

Anche le condizioni di salute degli anziani sono migliorate nel corso degli ultimi decenni, ma l’invecchiamento della popolazione porta con sé una maggiore diffusione delle patologie croniche e delle limitazioni dell’autonomia. Nel 2025 il 22,8% della popolazione che vive in famiglia dichiarava una condizione di multimorbilità, mentre tra gli anziani la contemporanea presenza di più malattie croniche e limitazioni nelle attività raggiungeva il 35,4%.

A pesare sono anche le condizioni socioeconomiche e il livello di istruzione: l’Istat rileva differenze significative nella diffusione della multimorbilità e delle limitazioni funzionali tra le persone con livelli di istruzione differenti.

La richiesta: più prevenzione e servizi sul territorio

Da qui la necessità, secondo l’Osservatorio Civico, di rafforzare a Siracusa le politiche sociosanitarie rivolte alle fasce più fragili. Prevenzione, assistenza domiciliare, servizi territoriali, attività fisica e occasioni di socializzazione possono contribuire a contrastare isolamento e perdita di autonomia.

Il Rapporto Istat 2026 richiama proprio la necessità di rafforzare, soprattutto nel Mezzogiorno e nelle aree interne, l’accesso alle cure, la prevenzione e la presa in carico precoce per ridurre le disuguaglianze geografiche nella salute.

L’attenzione, dunque, non dovrebbe concentrarsi soltanto sull’assistenza quando la fragilità è già comparsa, ma anche sulla prevenzione e sulla possibilità di mantenere il più a lungo possibile autonomia, relazioni e qualità della vita.

«Aiutare una persona anziana significa anche metterla nelle condizioni di prendersi cura di sé, mantenere relazioni, muoversi e accedere alle cure», sottolineano dall’Osservatorio, richiamando il principio costituzionale della tutela della salute.

Il patrimonio dei 32 ultracentenari

E Siracusa può anche contare su un dato che racconta l’altra faccia dell’invecchiamento. In città vivono oggi 32 persone ultracentenarie: 7 uomini e 25 donne.

Sono uomini e donne che hanno attraversato un secolo di storia e rappresentano, oltre il dato anagrafico, un patrimonio umano e sociale per l’intera comunità.

La Festa dei Nonni diventa così anche un momento per ricordare che la longevità è una conquista, ma che deve essere accompagnata da una rete capace di sostenere le persone quando aumentano fragilità e bisogni. L’obiettivo, in definitiva, non è soltanto aggiungere anni alla vita, ma fare in modo che quegli anni possano essere vissuti con dignità, salute e partecipazione.

02 Ottobre 2026 | 09:56
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