La partita geopolitica sull’assetto energetico nazionale potrebbe far tappa in Sicilia. Nel fine settimana il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, è atteso a Siracusa per una visita ad altissimo valore simbolico e strategico nei quartier generali della raffineria ISAB.
L’imminente capatina, presumibilmente programmata sabato mattina, del titolare del Mimit segue a stretto giro il perfezionamento dell’operazione che ha visto il gruppo energetico Ludoil, guidato dalla famiglia Ammaturo, rilevare il 51% delle quote da Goi Energy. Un closing da tempo nell’aria e benedetto dalle stanze del governo come un passaggio cruciale per la sicurezza e la sovranità industriale del Paese.
Per il ministero di via Veneto si tratta di una vittoria da incassare con forza: restituire a una regia tricolore la maggioranza dell’impianto petrolchimico siracusano, tra i più grandi d’Europa, significa sfilare un asset nevralgico dalle incertezze del capitale estero per riposizionarlo al centro della strategia energetica italiana. Non a caso, le parole pronunciate da Urso all’indomani dell’intesa non hanno lasciato spazio a dubbi: la riacquisizione della governance rappresenta un “segnale di fondamentale importanza”, una mossa difensiva e propulsiva al tempo stesso per tutelare un’infrastruttura chiave dell’area mediterranea.
Mentre i dettagli della missione governativa si definiscono a porte chiuse, il fuoco del dibattito si sposta sulla visione strategica. La visita di Urso nel polo di Priolo ha infatti il potenziale per superare il dato formale e trasformarsi nel catalizzatore di un vero patto di rilancio tra Stato, grande industria, sindacati e istituzioni locali.
Il riassetto di ISAB sotto la regia italiana non rappresenta soltanto una vittoria finanziaria o un’operazione di bandiera, ma il primo mattone di un modello industriale rinnovato. L’obiettivo deve ora puntare più in alto: trasformare il sito siracusano nel cuore pulsante della transizione energetica nazionale, aprendo la strada a un modello avanzato che trasforma la salvaguardia dei lavoratori e la svolta ecologica nel vero motore della rinascita industriale di questo territorio.
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