Siracusa. «E’ il perno della strategia energetica italiana». Cannata (FdI) all’Isab: «Abbiamo difeso il sito, ora il rilancio»

di Redazione

Dall’incertezza alla svolta industriale, l’Isab apre una nuova stagione: il piano Ludoil mette sul tavolo 1,3 miliardi di euro in cinque anni per ammodernare gli impianti, rafforzare la competitività e sviluppare la filiera dei biocarburanti. Il deputato nazionale, Luca Cannata, rivendica il salvataggio del sito e indica Priolo come uno dei nodi cruciali della sicurezza energetica italiana: ”Oggi si apre una nuova fase. Continueremo a seguirla affinché gli investimenti producano sviluppo, lavoro e nuove competenze in Sicilia”

Il futuro della raffineria ISAB di Priolo torna a essere uno dei dossier industriali più rilevanti per la Sicilia e per l’intero Paese. La nuova proprietà italiana e il piano di sviluppo annunciato dal Gruppo Ludoil segnano infatti l’avvio di una fase diversa rispetto agli anni della crisi, con un programma di investimenti che punta a consolidare l’attività del sito e ad accompagnarne la trasformazione.

È su questo scenario che interviene il deputato nazionale, Luca Cannata, dopo la visita del ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso nello stabilimento. Secondo i dati richiamati dal parlamentare siracusano, ISAB rappresenta oltre il 20 per cento della capacità di raffinazione italiana e garantisce circa mille posti di lavoro diretti, ai quali si aggiungono circa duemila occupati collegati alle aziende dell’indotto. Numeri che, nella lettura di Cannata, spiegano perché il destino del polo di Priolo non possa essere considerato soltanto una questione territoriale.

Il nuovo piano industriale presentato da Ludoil prevede investimenti pari a 1,3 miliardi di euro nei prossimi cinque anni. Le risorse dovrebbero essere destinate al miglioramento dell’efficienza degli impianti, all’ammodernamento del complesso industriale e allo sviluppo della filiera dei biocarburanti. Tra gli elementi sottolineati dal deputato c’è anche la conferma dell’attuale organico.

Cannata colloca il passaggio di proprietà all’interno di una vicenda che, a suo giudizio, ha avuto un momento decisivo nel 2022, quando la permanenza in attività della raffineria era diventata una questione di interesse nazionale.

«Abbiamo salvato questo sito», ha affermato il parlamentare, ricordando l’intervento dell’allora Governo per garantire la continuità produttiva e tutelare i lavoratori. Una fase che, nella sua ricostruzione, avrebbe consentito di preservare una componente significativa della capacità di raffinazione italiana.

Adesso, con l’ingresso del Gruppo Ludoil, l’attenzione si sposta sulle prospettive di medio e lungo periodo. L’obiettivo indicato è quello di mantenere operativo il polo, accompagnandone al tempo stesso l’evoluzione tecnologica e industriale. La salvaguardia dei livelli occupazionali si affianca così alla necessità di rendere gli impianti competitivi in un mercato energetico profondamente cambiato.

Per Cannata, la dimensione strategica di ISAB è strettamente collegata alla sicurezza degli approvvigionamenti. Il ragionamento parte dalla centralità della raffinazione e arriva agli effetti che le crisi internazionali possono produrre sui mercati dell’energia e sulle economie di famiglie e imprese.

«Stiamo puntando sulla sicurezza energetica», ha dichiarato il deputato, indicando nel polo siracusano una delle infrastrutture industriali attraverso cui l’Italia può mantenere una significativa capacità produttiva interna.

Nel suo intervento, Cannata richiama anche il tema dei rincari energetici e delle quotazioni del petrolio, dal greggio al Brent, sottolineando come le tensioni internazionali abbiano riportato la questione energetica al centro delle strategie economiche dei governi.

La partita, dunque, non riguarda soltanto il futuro della raffineria. Il progetto industriale di Ludoil si inserisce, nella prospettiva indicata dal parlamentare, in un quadro più ampio nel quale la capacità produttiva nazionale viene considerata una componente della sicurezza economica ed energetica del Paese.

Priolo si trova così davanti a una nuova fase: da un lato la sfida di consolidare l’attività tradizionale della raffineria, dall’altro quella di accompagnare il sito verso nuove produzioni e processi, a partire dai biocarburanti. Sullo sfondo restano la tutela dell’occupazione e il peso che il polo industriale siracusano continua ad avere nel sistema energetico italiano.

È su questo equilibrio tra continuità industriale, transizione e capacità produttiva che si giocherà il prossimo capitolo della storia di ISAB. Una prospettiva che Luca Cannata sintetizza così: «Autonomia energetica significa rafforzare la sicurezza degli approvvigionamenti per famiglie, imprese e trasporti. Il nostro polo industriale è una risorsa per tutta l’Italia».

03 Ottobre 2026 | 20:46
© RIPRODUZIONE RISERVATA