Siracusa. Colpo alla mafia, maxi confisca all’impero del clan legato ai Cappello: sigilli a beni per 3 milioni di euro

di Anthony Maria Bianca

Un sistema mafioso radicato nella provincia aretusea e collegato ai vertici criminali catanesi, dalle estorsioni al controllo del territorio, passando per gli affari nell’economia legale: la Dia smantella il patrimonio riconducibile al boss Salvatore Giuliano, già condannato per mafia

Nuovo colpo al patrimonio della criminalità organizzata nella zona sud-est del siracusano.

La Direzione investigativa antimafia di Catania ha eseguito la confisca di beni per un valore complessivo stimato in circa tre milioni di euro nei confronti di Salvatore Giuliano, ritenuto dagli investigatori il capo dell’omonimo clan attivo nel Siracusano, in particolare tra Pachino e Portopalo di Capo Passero, e storicamente alleato della cosca catanese Cappello.

Il provvedimento è stato disposto dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Catania, che ha accolto la proposta avanzata dalla Procura etnea e dal direttore della Dia, sulla base delle indagini patrimoniali condotte dal centro operativo catanese della Direzione investigativa antimafia.

Secondo quanto ricostruito dalla Procura, Salvatore Giuliano avrebbe intrapreso il proprio percorso criminale sin dalla giovane età, scalando progressivamente i vertici dell’organizzazione mafiosa fino ad assumerne il controllo assoluto. Gli inquirenti delineano il profilo di un soggetto dotato di “spiccata caratura criminale” e di una “indiscussa pericolosità sociale”, maturata attraverso anni di attività illecite legate ad associazione mafiosa, estorsioni e reati contro il patrimonio.

Determinante, nelle ricostruzioni investigative, sarebbe stata l’operazione “Araba Fenice”, coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania, che avrebbe consentito di documentare i rapporti tra il clan Giuliano e i vertici della cosca Cappello, una delle organizzazioni mafiose storicamente più influenti nel panorama criminale catanese.

Proprio nell’ambito di quell’inchiesta, Giuliano era stato condannato dal Tribunale di Siracusa il 17 gennaio 2022 a 24 anni di reclusione per associazione mafiosa ed estorsione.

La misura patrimoniale eseguita nelle ultime ore rappresenta l’evoluzione del sequestro di prevenzione disposto il 13 novembre 2024. La confisca riguarda due società operanti nel settore agricolo, quindici immobili tra terreni e fabbricati, oltre a rapporti bancari e postali con disponibilità economiche superiori ai mille euro.

L’operazione conferma ancora una volta la strategia investigativa delle autorità antimafia, sempre più orientata ad aggredire i patrimoni accumulati dalle organizzazioni criminali, considerati uno degli strumenti principali attraverso cui le cosche consolidano il proprio potere sul territorio e infiltrano l’economia legale.

di Anthony Maria Bianca 15 Maggio 2026 | 16:25
© RIPRODUZIONE RISERVATA