Pagarla cara, anzi carissima, per poi vederla scorrere a singhiozzo. O, nei giorni peggiori, non vederla affatto. Oppure disperdersi a causa di infastrutture colabrodo. A Siracusa l’acqua cessa di essere un bene primario per trasformarsi nell’ennesimo paradosso italiano: un lusso salatissimo che fa tremare i bilanci familiari e infuriare i commercianti.
La misura è colma, la pazienza finita. Mercoledì 7 ottobre, alle 09:30, il popolo dell’acqua pubblica chiamerà a raccolta la città per un sit-in di protesta sotto i balconi di Palazzo Vermexio. La regia della mobilitazione vede compatto il Forum Provinciale per l’Acqua Pubblica di Siracusa, guidato dal portavoce Alessandro Acquaviva, affiancato da Federconsumatori, CGIL, associazioni e forze politiche del territorio.
Il bersaglio grosso è uno solo: Francesco Italia, nell’incomoda duplice veste di Primo Cittadino e Presidente dell’ATI (Assemblea Territoriale Idrica): a lui la piazza chiederà conto di una gestione del Servizio Idrico Integrato che viene definita senza mezzi termini “fallimentare, insostenibile e ingiusta”.
Un tesoro al rubinetto: la terza tariffa più cara della Sicilia
I numeri, d’altronde, certificano un cortocircuito. Siracusa vanta l’indecoroso primato della terza tariffa idrica più alta della Sicilia, già ampiamente al di sopra delle medie nazionali. Un salasso ingiustificato se confrontato con la qualità dell’erogazione: l’estate appena trascorsa è stata segnata da continui cali di pressione, sospensioni improvvise e quartieri lasciati all’asciutto nel pieno della stagione turistica.
A gettare benzina sul fuoco è arrivato l’ingresso del nuovo gestore Aretusacque, accusato di aver richiesto a tutti gli utenti un deposito cauzionale giudicato “inopportuno e irrispettoso”. Un balzello che si somma al danno subito negli anni passati e ai crediti mai riavuti dal precedente gestore.
La lista della spesa per il Comune: le richieste al Sindaco-Presidente
Il fronte della protesta si presenterà in municipio con un vero e proprio ultimatum. In cima alle rivendicazioni c’è il congelamento immediato delle bollette, il blocco dei termini di pagamento e la revoca del deposito cauzionale preteso da Aretusacque, bollato come un ‘prelievo forzoso’ arbitrario.
A questo si aggiunge la richiesta di indennizzi automatici per famiglie e commercianti messi a dura prova dai disservizi estivi, insieme alla resa dei conti con il vecchio gestore, SIAM, chiamato a restituire i depositi pregressi con tanto di interessi legali.
Ma la partita si gioca anche sul fronte della trasparenza e del futuro dell’infrastruttura: la piazza esige risposte chiare sul piano di ammodernamento di una rete idrica colabrodo, garanzie pubbliche sui finanziamenti e sulle fideiussioni a carico del partner privato Acea, e un no fermo e definitivo a qualsiasi ulteriore rincaro delle tariffe.
“Il primo cittadino si farà trovare?”
«L’acqua è un bene comune fondamentale e un diritto umano inalienabile – attacca Acquaviva – La gestione del servizio non può tradursi in un mero profitto a discapito della qualità della vita dei residenti».
La palla passa ora al sindaco Italia. Il quesito con cui il Forum lancia il guanto di sfida per mercoledì mattina risuona come un avvertimento politico preciso: “Il Sindaco si farà trovare?”. Tra i corridoi di Palazzo Vermexio la tensione è alta. Evitare il confronto, stavolta, rischia di costare molto più di una semplice contestazione di piazza.
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