L’Isola brucia, ma questa volta non è il sole estivo a incendiare gli animi, bensì il costo schizzato alle stelle del carburante. Un rincaro costante, asfissiante, che rischia di mandare in cortocircuito la spina dorsale dell’economia siciliana: la terra, il mare e la gomma su cui viaggiano le merci.
Pescatori pronti a ritirare le reti, trattori a motore spento ed enormi tir a passo d’uomo sulle principali arterie stradali: la protesta delle categorie produttive è esplosa, trasformandosi nell’ennesimo grido d’allarme di un territorio esausto.
A raccogliere la provocazione della piazza e a trasformare la rabbia di agricoltori, autotrasportatori e marittimi in contrapposizione politica frontale ci ha pensato il Partito Democratico. Un’offensiva a due teste: sul territorio e nelle aule del potere romano.
Fronte locale: il “Dossier in 5 punti” sul tavolo del Prefetto
Sul piano locale, la regia della mobilitazione porta la firma dei sindaci dem Giuseppe Stefio e Tiziano Spada. Mettendosi alla testa del corteo e della delegazione di lavoratori e associazioni di categoria, i due primi cittadini si sono diretti al Palazzo del Governo per consegnare nelle mani del Prefetto un documento strategico articolato in 5 punti chiave.
Non una semplice dichiarazione d’intenti, ma un pacchetto di interventi immediati per disinnescare la bomba sociale prima che travolga l’intero indotto distributivo ed eroda definitivamente il potere d’acquisto delle famiglie, con il conseguente effetto domino sui prezzi dei beni di prima necessità.
La battaglia di Palazzo Madama: il paradosso del 50%
Nel frattempo, la vertenza è arrivata direttamente a Palazzo Madama. Il senatore Antonio Nicita ha depositato una dettagliata interrogazione parlamentare diretta all’esecutivo, mettendo a nudo un paradosso tipicamente isolano: Sicilia e Sardegna raffinano circa il 50% dei carburanti a livello nazionale, eppure pagano lo scotto più alto in termini di logistica, insularità e accise.
“Non possiamo permettere che i rincari del carburante soffochino le nostre imprese e svuotino le tasche dei cittadini. A fianco dei lavoratori della terra, del mare e dei trasporti c’è una rappresentanza politica pronta a far valere le ragioni della Sicilia in tutte le sedi opportune”.
In vista dell’imminente sessione della Legge di Bilancio, il gruppo del PD al Senato promette battaglia dura: saranno ripresentati emendamenti specifici destinati a tagliare la pressione fiscale e le accise per le regioni insulari e produttrici di carburante.
Una vertenza politica a tutto campo
La partita che si gioca tra le strade siciliane e le aule romane va ben oltre la questione tariffaria. È una scommessa sulla tenuta democratica e produttiva di un Sud che non vuole rassegnarsi a fare da spettatore mentre il tessuto delle sue piccole e medie imprese viene smantellato.
Senza risposte strutturali e immediate da parte del Governo, il rischio è che la protesta di questi giorni sia soltanto la prima scintilla di un autunno caldissimo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

