Sabato sit-in

Siracusa. Calcio, esplode la protesta dei tifosi azzurri: «Basta silenzi, ora tocca alla politica dare risposte»

di Redazione

Dal sostegno sugli spalti alla mobilitazione in piazza, dopo le gravi inadempienze societarie e una stagione culminata con la retrocessione, i tifosi alzano la voce e chiamano in causa direttamente il sindaco: “Dopo i contatti dichiarati con Ricci, la città pretende chiarezza immediata su trattative e prospettive del club”

È arrivato il momento di farsi sentire, senza più rinvii né dichiarazioni vaghe. La tifoseria del Siracusa è pronta a mobilitarsi pubblicamente per difendere non solo la squadra, ma anche ciò che rappresenta per l’intera comunità.

Con lo slogan deciso “Giù le mani”, i sostenitori azzurri hanno organizzato un sit-in per sabato 9 maggio alle ore 9 presso il campo Pippo Di Natale. L’obiettivo è rompere il silenzio delle istituzioni e trasformarlo in una protesta civile ma determinata.

L’iniziativa prende forma dopo una stagione giudicata disastrosa, conclusa con la retrocessione. Eppure, nonostante le difficoltà societarie, i tifosi hanno dato prova di grande attaccamento: durante la partita contro la Cavese, circa 4.000 persone hanno riempito gli spalti. Un dato significativo per una squadra in crisi, che dimostra un legame profondo capace di andare oltre i risultati. In quell’occasione, squadra e staff sono stati comunque applauditi per l’impegno dimostrato.

Nel mirino della protesta c’è soprattutto la politica locale, accusata di mancanza di chiarezza. I tifosi chiedono risposte immediate e concrete, sottolineando che il tempo stringe e che il calcio non concede margini di attesa. Il sindaco, che ha dichiarato di essere in contatto con Ricci, è chiamato a fare chiarezza sul futuro del club. La richiesta è semplice ma urgente: sapere cosa accadrà e garantire che Siracusa non perda ancora una volta il proprio titolo sportivo.

Il timore, alimentato da esperienze passate, è quello di rivivere l’ennesimo fallimento societario. La città non vuole più trovarsi a ricominciare ciclicamente da zero per errori non suoi. Il messaggio rivolto alle istituzioni è diretto: dopo aver dimostrato passione e senso di appartenenza, ora tocca a chi governa dimostrare rispetto e responsabilità.

Per i tifosi, il Siracusa non è solo calcio, ma un simbolo profondo fatto di identità, orgoglio e vita. E la richiesta di un confronto aperto e trasparente, ormai, non può più essere rimandata.

06 Maggio 2026 | 16:49
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