Il trasloco dell’Istituto Rizza accende lo scontro politico e istituzionale. Mentre la scuola si prepara ad affrontare il nuovo anno scolastico, è già partita la movimentazione dalla sede storica dell’istituto, un’operazione che un folto gruppo di consiglieri comunali giudica «maldesta» e soprattutto priva di un adeguato confronto pubblico.
A prendere posizione sono Cosimo Burti, Alessandra Barbone, Damiano De Simone, Salvatore La Runa, Marco Greco, Paolo Cavallaro, Paolo Romano, Massimo Milazzo, Angelo Greco, Sara Zappulla e Daniela Rabbito. Una presa di posizione trasversale che punta il dito contro le modalità con cui il trasferimento sarebbe stato avviato e contro l’assenza, a loro giudizio, di informazioni sufficienti sul piano organizzativo, economico e logistico.
«È iniziato il trasloco dell’Istituto Rizza dalla sua sede storica, in modo maldestro, con operai fuori ad attendere per ore, senza aver detto nulla a nessuno, senza avere ascoltato i consiglieri, i professori, le famiglie e i ragazzi, a scuola praticamente già iniziata», affermano i consiglieri.
Il punto politico della contestazione è proprio il metodo. Secondo i firmatari, una decisione che coinvolge una scuola storica, centinaia di studenti e l’organizzazione delle attività didattiche non può essere attuata senza un confronto preventivo con la comunità scolastica e con il Consiglio comunale.
I consiglieri sostengono di essersi opposti al trasferimento e di avere chiesto al presidente del Libero Consorzio, Michelangelo Giansiracusa, di interrompere le procedure e fornire chiarimenti. Nel mirino finisce anche l’assenza del presidente durante le fasi del trasloco: «Gli abbiamo chiesto di fermarsi e di spiegarci come intende garantire le lezioni e la sicurezza degli studenti, qual è il piano logistico per aule e laboratori e quanto sta costando ai cittadini tutta questa operazione». Domande che restano ancora senza risposta.
Nessun trasloco senza un piano
La richiesta è perentoria: sospendere immediatamente il trasferimento fino a quando non saranno chiariti tutti gli aspetti dell’operazione. «Non si può spostare una scuola storica così, al buio, senza un piano e durante gli esami di idoneità in corso», sostengono i consiglieri, che chiedono inoltre che vengano valutate le «proposte alternative presentate e mai tenute in considerazione».
Ed è proprio sul tema dei costi che la polemica assume una dimensione ancora più politica. Il trasferimento, secondo quanto riferito dai consiglieri, sarebbe stato motivato anche dalla necessità di ottenere un risparmio per il Libero Consorzio. Ma la ricostruzione fornita dagli esponenti del Consiglio comunale mette in discussione proprio questa giustificazione.
Secondo i consiglieri, infatti, le classi del Gargallo attualmente ospitate in via Modica verrebbero trasferite nella sede di via Pitia per fare spazio alle classi del Rizza. Una soluzione che, a loro giudizio, comporterebbe la prosecuzione del pagamento dell’affitto dell’immobile di via Pitia, rendendo quanto meno controversa la prospettiva di un effettivo risparmio.
«Il Libero Consorzio continuerà a pagare l’affitto per l’immobile di via Pitia, smentendo risparmi di spesa che non ci sono e aggravando semmai gli stessi con spese di trasloco», denunciano.
Il tema, dunque, non riguarda soltanto la destinazione degli studenti e l’organizzazione delle lezioni. Sul tavolo c’è anche la sostenibilità economica dell’intera operazione. Quanto costa il trasferimento? Quali saranno i costi complessivi? E soprattutto: quale sarebbe il risparmio effettivo per le casse pubbliche?
Sono interrogativi ai quali i consiglieri chiedono che il Libero Consorzio risponda con numeri, documenti e un cronoprogramma dettagliato.
Il nodo del patrimonio storico
A rendere ancora più delicata la vicenda è poi la natura della sede dell’Istituto Rizza, considerata dai consiglieri parte del patrimonio storico della città. Da qui l’appello alla Soprintendenza, chiamata in causa affinché valuti la situazione e intervenga, secondo quanto richiesto dagli stessi consiglieri, per la tutela del patrimonio storico legato all’istituto.
«Crediamo che anche la Soprintendenza debba dire qualcosa per tutelare il patrimonio storico dell’Istituto Rizza e debba farlo al più presto», affermano. Una richiesta che amplia il perimetro della controversia: da semplice questione amministrativa e logistica, il trasloco diventa così una partita che coinvolge scuola, istituzioni, patrimonio storico e gestione delle risorse pubbliche.
Aprire un dibattito pubblico
La linea annunciata dai consiglieri non sembra destinata ad esaurirsi con una presa di posizione. Gli undici esponenti comunali annunciano infatti di voler continuare la loro opposizione «con ogni strumento democratico» a disposizione.
La richiesta conclusiva è quella di un confronto pubblico, aperto alla cittadinanza e a tutti i soggetti interessati. «Crediamo che si debba aprire un dibattito pubblico aperto a tutti, così che ciascuno si faccia la propria idea», sostengono i consiglieri, chiedendo contestualmente a Giansiracusa di illustrare pubblicamente «cronoprogramma e costi dell’operazione».
Un passaggio che, nelle loro intenzioni, dovrebbe servire a mettere nero su bianco tempi, modalità, destinazioni e costi del trasferimento. Resta infine un’ulteriore contestazione di natura amministrativa: secondo i consiglieri, «del trasloco non c’è traccia nemmeno all’albo pretorio». Un’affermazione che, se confermata dagli atti amministrativi, aggiungerebbe un ulteriore elemento di discussione sulla trasparenza dell’intera procedura.
Il caso Rizza, dunque, è ormai apertamente politico. Da una parte la necessità di riorganizzare gli spazi e contenere i costi della gestione degli edifici scolastici; dall’altra la richiesta di trasparenza, confronto e garanzie avanzata dai consiglieri. In mezzo, una scuola storica, studenti e famiglie che chiedono soprattutto una cosa: sapere dove, come e in quali condizioni si svolgeranno le lezioni.
Ora la parola passa al Libero Consorzio. Le domande sono sul tavolo: piano logistico, sicurezza, costi, tempi, alternative e motivazioni del trasferimento. Ed è su queste risposte che si giocherà il prossimo capitolo della vicenda.
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