Siracusa. Asili nido, la città aretusea nel podio dei costi

di Redazione

In Sicilia le famiglie devono fare i conti con rette e mensa: Catania e Siracusa tra le città dove il servizio pesa di più

Il costo degli asili nido torna a far discutere in Sicilia e, questa volta, è Siracusa a finire sotto i riflettori. Secondo l’analisi elaborata dal Servizio Stato sociale e Politiche fiscali della Uil, infatti, la città aretusea si colloca ai vertici della graduatoria regionale per la spesa sostenuta dalle famiglie per i servizi comunali destinati alla prima infanzia.

Un dato che mette in evidenza quanto possa incidere sul bilancio familiare l’accesso all’asilo nido, soprattutto per i nuclei con redditi più contenuti. Nel confronto regionale, Siracusa precede Catania di appena cinque euro nella fascia Isee fino a 15 mila euro, risultando seconda soltanto a Messina. Una distanza minima che fotografa una situazione sostanzialmente omogenea tra le due città e che riporta al centro dell’attenzione il tema del costo dei servizi pubblici. La rilevazione prende in considerazione non soltanto la retta dell’asilo, ma anche il servizio mensa, restituendo così un quadro più vicino alla spesa effettivamente sostenuta dalle famiglie.

Per la Uil il problema non può essere affrontato limitandosi alla fotografia dei numeri. Il costo dei servizi per la prima infanzia, infatti, si intreccia direttamente con la possibilità per i genitori di lavorare e, in particolare, con l’occupazione femminile. A Catania, la segretaria generale della Uil Enza Meli ha sollecitato l’amministrazione comunale ad aprire un confronto sui dati e sulle possibili soluzioni. Una richiesta che, alla luce della posizione occupata da Siracusa nella graduatoria, riguarda però anche il capoluogo aretuseo e chi è chiamato a governare le politiche sociali della città.

Il tema è quello di un servizio essenziale che rischia di diventare una voce sempre più pesante per i bilanci familiari. E proprio la fascia delle famiglie con Isee più basso è quella che maggiormente avrebbe bisogno di interventi capaci di ridurre il costo dell’accesso agli asili nido. La Uil richiama inoltre l’attenzione sulle differenze territoriali che continuano a caratterizzare i servizi destinati alla prima infanzia. Non si tratta soltanto di quanto si paga, ma anche della disponibilità dei posti e della concreta possibilità per una famiglia di usufruire del servizio.

La questione assume quindi una dimensione più ampia: garantire asili nido accessibili significa sostenere le famiglie, favorire la conciliazione tra lavoro e vita privata e creare condizioni migliori per l’occupazione femminile. Secondo la Uil, gli asili nido rappresentano inoltre uno strumento fondamentale per contrastare le disuguaglianze già nei primi anni di vita. L’accesso ai servizi educativi per l’infanzia, infatti, incide sulle opportunità di crescita dei bambini e sulla possibilità di offrire alle famiglie un sostegno concreto.

Il dato che arriva dalla graduatoria regionale consegna dunque anche a Siracusa un tema sul quale aprire una riflessione. Se il costo del servizio colloca la città tra le più care dell’Isola, diventa necessario interrogarsi sulla sostenibilità delle rette e sulle misure che possono essere adottate per alleggerire il peso economico sulle famiglie. Una questione che non riguarda soltanto chi oggi utilizza un asilo nido, ma più in generale il modello di welfare che le amministrazioni locali intendono garantire ai cittadini.

05 Ottobre 2026 | 12:42
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