Siracusa. «Aretusacque ritiri il balzello o sarà mobilitazione», Cgil infuriata contro il sindaco Italia: «Si assuma le sue responsabilità»

di Redazione

“La misura è colma. L’acqua è un diritto, non un affare privato”. Sul deposito cauzionale la Cgil apre una vertenza senza sconti e mette Aretusacque e istituzioni davanti alle proprie responsabilità. Il segretario generale Franco Nardi attacca: “Non ci interessano spiegazioni burocratiche”. E chiama il sindaco Francesco Italia al confronto immediato: “Nella sua funzione istituzionale nell’ATI convochi subito un tavolo. Non consentiremo a nessuno di fare cassa sulle famiglie siracusane”

Sull’acqua pubblica Siracusa alza la testa e il sindacato affila le armi. La decisione di Aretusacque di inserire la richiesta del deposito cauzionale nelle nuove bollette del servizio idrico si trasforma in un vero e proprio scontro frontale.

A guidare la carica contro la società di gestione è la CGIL di Siracusa: il Segretario Generale Franco Nardi parla senza mezzi termini di un tentativo intollerabile di “fare cassa” sulle spalle dei cittadini, lanciando un ultimatum ai vertici dell’azienda e al Sindaco della città, Francesco Italia.

“La misura è colma”: il pesante attacco della CGIL

«La misura è colma», dichiara il segretario Nardi, spazzando via ogni tentativo di ridimensionare la questione a mero cavillo formale. «La vicenda del deposito cauzionale inserito nelle bollette di Aretusacque non può essere liquidata come una semplice questione amministrativa. È una scelta che incide direttamente sulle tasche di migliaia di cittadini e che arriva in un momento in cui lavoratori, pensionati e famiglie stanno già pagando un prezzo altissimo per l’aumento del costo della vita e la progressiva perdita del potere d’acquisto di salari e pensioni».

Il monito della CGIL siracusana verso l’operato del nuovo gestore è netto e perentorio: «Sull’acqua non si fa cassa e sulle difficoltà delle famiglie non si fanno affari».

Il sospetto sulla liquidità e la difesa dell’acqua bene comune

Nardi affonda il colpo sulla ratio economica che starebbe dietro alla richiesta di anticipi in bolletta, stigmatizzando l’operazione condotta proprio all’avvio della nuova gestione.

«Se qualcuno pensa che chiedere anticipatamente denaro ai cittadini attraverso un deposito cauzionale possa rappresentare una maniera semplice per rafforzare la liquidità della società, sappia che ha sbagliato posto – tuona Nardi – Siracusa non può diventare il terreno sul quale sperimentare operazioni che finiscono per mettere ancora una volta le mani nelle tasche di lavoratori, pensionati, anziani e famiglie più fragili».

«L’acqua non è una merce qualsiasi – incalza il segretario generale della CGIL di Siracusa – L’acqua è un bene essenziale, un diritto universale e un servizio che deve essere gestito nell’interesse della collettività».

Le richieste ad Aretusacque: no ai burocratismi, servono investimenti e tariffe eque

Di fronte a decisioni che producono nuovi ed immediati esborsi per gli utenti, il sindacato respinge al mittente qualunque giustificazione tecnica: «Per questo chiediamo ai vertici di Aretusacque di chiarire immediatamente le ragioni, i presupposti e le modalità di applicazione del deposito cauzionale e, soprattutto, di ritirare la misura. Non ci interessano spiegazioni burocratiche utilizzate per giustificare decisioni che producono nuovi esborsi per i cittadini. Vogliamo sapere perché, proprio all’avvio della nuova gestione, si sia ritenuto necessario chiedere altre somme alle famiglie siracusane».

Oltre allo stop al deposito cauzionale, la CGIL pretende che la gestione si concentri sui problemi strutturali del territorio:

  • Riduzione delle perdite: azioni e programmi concreti per risanare una rete idrica che da anni presenta gravissime criticità.
  • Qualità e garanzie: un piano chiaro di investimenti per migliorare complessivamente il servizio offerto.
  • Trasparenza sulla politica tariffaria: garanzie precise e tutele dedicate alle fasce socialmente più deboli.

«Aretusacque deve decidere che tipo di società vuole essere: il gestore di un servizio pubblico essenziale oppure un soggetto che considera gli utenti semplicemente come una fonte dalla quale reperire risorse finanziarie. Su questo punto non possono esserci ambiguità», avverte Nardi.

La responsabilità delle istituzioni: ultimatum al Sindaco Francesco Italia

La vertenza travalica i confini aziendali e chiama direttamente in causa la politica locale. Nel mirino finisce la responsabilità istituzionale della governance del servizio idrico integrato: «Il sindaco di Siracusa Francesco Italia, nel ruolo istituzionale ricoperto nell’ATI idrico (nella sua qualità di Presidente dell’ATI e di Coordinatore della gestione idrica del territorio), convochi immediatamente le organizzazioni sindacali, le associazioni dei consumatori e i vertici della società. Non tra qualche settimana. Adesso».

«Le decisioni che riguardano un bene essenziale e incidono economicamente su migliaia di famiglie non possono essere assunte senza un confronto con le rappresentanze sociali del territorio», sottolinea il rappresentante della CGIL.

«Pronti alla mobilitazione»: il piano di protesta nelle piazze

Se dal tavolo societario e dalle istituzioni non arriveranno segnali immediati di ravvedimento, la protesta salirà di livello. La CGIL si dice pronta a scendere in strada coinvolgendo tutta la cittadinanza: «Se non arriveranno risposte immediate e se la richiesta del deposito cauzionale non verrà ritirata, la CGIL di Siracusa è pronta alla mobilitazione. Organizzeremo sit-in, assemblee e manifestazioni e chiameremo alla partecipazione lavoratori, pensionati, famiglie, associazioni e cittadini».

I toni conclusivi della sigla sindacale tracciano una linea d’ombra invalicabile: «E se sarà necessario, intensificheremo la mobilitazione democratica e pacifica, portando la protesta nelle strade e nelle piazze e facendo sentire con forza la voce di una città che non intende subire passivamente decisioni che colpiscono il reddito delle famiglie.

Non permetteremo che l’acqua diventi uno strumento per fare cassa. Non permetteremo che a pagare siano sempre gli stessi: lavoratori, pensionati, anziani e famiglie più deboli. Non permetteremo che decisioni di questa portata vengano prese sopra la testa dei cittadini.

Aretusacque ritiri il deposito cauzionale ed il Sindaco Francesco Italia convochi immediatamente il tavolo di confronto. Su questa vicenda la CGIL di Siracusa non arretrerà di un centimetro», conclude Nardi.

26 Settembre 2026 | 18:39
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