In foto, in alto a dx: il deputato Ismaele La Vardera; sullo sfondo MondelloIl prefetto di Palermo ha emesso un’interdittiva antimafia nei confronti della Gm Edil, società sub appaltatrice di servizi svolti dalla Italo Belga, atavica concessionaria che detiene praticamente l’egemonia su quasi tutta la spiaggia di Mondello.
Il provvedimento, secondo la Prefettura, indicherebbe il rischio di possibili infiltrazioni mafiose all’interno dell’azienda. La notizia ha immediatamente scosso il mondo politico regionale. A commentare l’operazione è il deputato all’Ars e leader di ControCorrente, Ismaele La Vardera, che da mesi conduce una battaglia pubblica sulla vicenda. In una nota diffusa sui social, La Vardera definisce il provvedimento “una svolta” e sostiene che l’interdittiva “dimostra che avevamo ragione”, riferendosi alle sue precedenti denunce sull’assegnazione di lavori alla ditta riconducibile ai Genova, nota famiglia mafiosa di Palermo, dove lavorerebbe il nipote del capomandamento della Resuttana.
Secondo La Vardera, la Gm Edil avrebbe ricevuto negli anni incarichi “di grande rilievo”, compresi – a suo dire – interventi finanziati con fondi pubblici e con risorse del PNRR. Il deputato rilancia quindi alcune domande già poste nelle scorse settimane: “Come mai nessuno in tutti questi anni se ne era accorto? Come mai questa società ha ricevuto soldi pubblici?”.
Il leader di ControCorrente rivendica poi il risultato dell’azione di denuncia: “Questa è la prova che le battaglie servono e che il metodo La Vardera porta a risultati concreti”. Ma aggiunge anche che il clima, per lui, resta delicato: “So perfettamente che il livello di rischio aumenta: abbiamo toccato il pane di una famiglia legata a pezzi della mafia palermitana”, afferma.
La Vardera chiama in causa anche il presidente della Regione, Renato Schifani: “Resterà in silenzio o rimuoverà la concessione alla Italo Belga? Oggi non è più una mia denuncia, lo mette nero su bianco la Prefettura. Ci ignorerà anche questa volta?”. Poi il parlamentare sottolinea: “mi aspetto delle scuse dall’assessore Edy Tamajo che, quando ho denunciato la vicenda, mi ha definito teatrante”.
Il deputato ha infine ringraziato i giornalisti Salvo Palazzolo e Massimo Giletti per l’attenzione dedicata al caso, ribadendo un messaggio che, dice, è alla base del suo impegno politico: “Fuori la mafia dallo Stato”.
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