Mercoledì scorso si è svolto a Palazzo Palagonia un incontro tra il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, e una delegazione composta dal presidente di Confimprese Palermo, Giovanni Felice, e dai rappresentanti del Comitato Fede, Economia e Comunità Giuseppe Veniero, Manuela Gandolfo, Walter Di Pasquale e Raffaele Marchese.
Nel corso dell’incontro, Confimprese Palermo e il Comitato hanno ringraziato il primo cittadino per il tentativo di mediazione con l’Arcidiocesi di Palermo sulla vicenda delle Prime Comunioni.
Il Comitato Fede, Economia e Comunità ha inoltre chiesto al Sindaco di continuare, nei limiti delle sue possibilità istituzionali, ad adoperarsi per favorire l’avvio di un dialogo, che il comitato continua a volere.
Confimprese: solidarietà al Sindaco per il mancato riscontro della Curia di Palermo
“Desideriamo ringraziare il sindaco Lagalla per la sensibilità dimostrata e per aver cercato di favorire un confronto – dichiara Giovanni Felice, presidente di Confimprese Palermo –. Al tempo stesso gli ho espresso la solidarietà istituzionale a livello personale e dell’associazione che rappresento. La mancata risposta dell’Arcidiocesi al suo tentativo di mediazione rappresenta, a nostro avviso, una mancanza di riguardo verso il ruolo del primo cittadino. È un comportamento che mi indigna anche come cittadino palermitano”.
Trecento posti di lavoro: una crisi senza riflettori
Gran parte della riunione è stata dedicata alle difficoltà delle microimprese colpite dalle conseguenze della riorganizzazione del calendario delle Prime Comunioni.
Secondo le stime di Confimprese Palermo, la crisi interessa circa 300 posti di lavoro, una dimensione occupazionale paragonabile a quella della vertenza Almaviva, ma senza la stessa attenzione pubblica e istituzionale.
“Quando centinaia di lavoratori rischiano il posto in una grande azienda, giustamente si mobilitano le istituzioni e l’opinione pubblica – afferma Felice – Quando lo stesso numero di occupati è distribuito tra decine di microimprese, il problema sembra diventare invisibile. Eppure, per chi rischia di perdere il lavoro, la differenza non esiste”.
Gli aiuti alle imprese: il chiarimento sulle dichiarazioni del Sindaco
Nel corso dell’incontro è stato chiarito anche il significato del riferimento agli aiuti alle imprese formulato dal sindaco Lagalla nei giorni precedenti, dichiarazioni che avevano suscitato critiche e polemiche.
Il primo cittadino si riferiva alla possibilità, per le attività interessate, di partecipare ai bandi che il Comune di Palermo promuove per sostenere gli investimenti delle imprese, e non all’annuncio di specifici interventi straordinari legati alla vicenda delle Prime Comunioni.
Una possibilità che Confimprese considera certamente positiva, ma che presenta limiti evidenti rispetto alla situazione attuale.
La crisi ha infatti fortemente ridotto la capacità di investimento delle microimprese interessate e sono pochissime quelle che, nel corso del 2026, hanno potuto realizzare nuovi investimenti.
“Apprezziamo l’attenzione del Sindaco e riteniamo ingenerose le polemiche sulle sue dichiarazioni – precisa Felice –È però necessario distinguere gli strumenti che incentivano gli investimenti da quelli che possono sostenere imprese alle prese con una forte contrazione del lavoro. Le nostre aziende, oggi, hanno soprattutto bisogno di superare una crisi che mette a rischio la loro stessa continuità”.
La riforma pastorale: principi condivisibili, applicazione sempre più difficile
A margine dell’incontro, Confimprese ha voluto richiamare l’attenzione anche sulle difficoltà organizzative che stanno emergendo nell’attuazione del nuovo progetto catechistico.
“Non siamo contrari ai principi che ispirano la riforma dell’Arcidiocesi – precisa Felice –. Rafforzare la formazione religiosa dei bambini e favorire il coinvolgimento delle famiglie sono obiettivi certamente condivisibili. Il problema è che un progetto, per quanto valido nelle intenzioni, deve poi confrontarsi con la realtà delle parrocchie.
Già nelle prime annualità emergono difficoltà nella disponibilità di locali e catechisti, mentre il percorso deve ancora raggiungere la piena attuazione. Il rischio è che un progetto pensato per migliorare la catechesi finisca per essere compromesso proprio dalle condizioni organizzative necessarie a realizzarlo”.
Continua Felice: “Il confronto con le famiglie e con le imprese ci ha portato, nostro malgrado, ad approfondire aspetti – continua il presidente di Confimprese Palermo – che inizialmente non rientravano nelle finalità della nostra iniziativa. Ma quando emergono difficoltà che possono incidere sui bambini, sulle famiglie e sulla stessa qualità della formazione religiosa, non possiamo ignorarle”.
Confimprese Palermo continuerà a occuparsi della tutela delle microimprese e dell’occupazione, mentre il Comitato Fede, Economia e Comunità proseguirà il proprio impegno per favorire il dialogo sulla vicenda delle Prime Comunioni.
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