Quello che doveva essere un normale servizio di controllo del territorio tra le strade di Palermo si è trasformato in pochi istanti in un inseguimento ad alta tensione. Gli uomini del Nucleo Radiomobile, impegnati nel contrasto ai reati predatori che affliggono il capoluogo, stavano perlustrando la zona di via San Lorenzo quando la loro attenzione è stata catturata da due sagome sospette. I due giovani, convinti di agire indisturbati nell’oscurità, erano intenti a manomettere uno scooter parcheggiato per portarlo via.
Non appena i fari della gazzella hanno illuminato la scena, i malviventi hanno abbandonato ogni cautela, dando vita a una fuga disperata. Invece di arrendersi, sono balzati sul mezzo appena sottratto e hanno premuto l’acceleratore, lanciandosi in una serie di manovre estremamente pericolose tra le vie limitrofe. La corsa folle ha messo seriamente a rischio l’incolumità degli altri utenti della strada, mentre i militari mantenevano un costante contatto visivo con i fuggitivi, coordinandosi via radio per chiudere ogni possibile via d’uscita.
Sentendosi ormai braccati e impossibilitati a seminare la pattuglia, i due hanno tentato un’ultima, estrema carta: hanno inchiodato bruscamente, abbandonando lo scooter al centro della carreggiata per tentare di dileguarsi a piedi tra i vicoli del quartiere. La manovra è riuscita solo in parte. Se da un lato uno dei complici è riuscito a far perdere le proprie tracce sfruttando il buio e la conformazione del territorio, dall’altro i Carabinieri sono stati più veloci del ventenne che guidava il mezzo, riuscendo a bloccarlo dopo un breve inseguimento appiedato.
Il giovane, un volto già noto agli archivi delle forze dell’ordine, è stato condotto in caserma. Le accuse a suo carico sono pesanti: dovrà rispondere di resistenza a Pubblico ufficiale, furto aggravato e guida senza patente, reato per il quale risultava già recidivo nell’ultimo biennio. Nelle ore successive, l’arresto è stato ufficialmente convalidato dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Palermo. Resta invece serrata la caccia al complice, mentre l’Arma ribadisce come il livello di allerta rimanga altissimo nel contrastare la microcriminalità che colpisce quotidianamente i cittadini, confermando il ruolo essenziale delle forze dell’ordine come presidio di sicurezza e tutela della proprietà privata.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

