Pachino. Mafia, ‘Maschere Nude’: l’Amministrazione decapitata ingiustamente: l’ex sindaco Bruno accusa la politica

di Redazione

Dopo l’assoluzione nel processo Roberto Bruno riapre il caso: «Decisione fondata su sospetti mai dimostrati. L’antimafia non può diventare un’arma politica»

L’assoluzione dell’ex sindaco Paolo Bonaiuto e degli altri imputati nel procedimento Maschere Nude riaccende un vecchio fronte mai del tutto sopito: quello sullo scioglimento per mafia del Comune di Pachino, deciso nel febbraio del 2019. A sollevare nuovamente il caso è l’ex primo cittadino Roberto Bruno, in carica dal 2014 fino al commissariamento, che oggi punta il dito contro ciò che definisce «una decisione ingiustificata e mai supportata da prove concrete».

Bruno ricostruisce quei passaggi con amarezza. «Il provvedimento di scioglimento si basava su presunti condizionamenti mafiosi mai accertati. In quel quadro l’indagine Maschere Nude veniva considerata un elemento centrale. Oggi, con una sentenza di assoluzione piena, è legittimo domandarsi su quali basi si arrivò a decapitare un’intera amministrazione comunale», afferma.

L’Aula del Consiglio comunale di Pachino

L’ex sindaco sottolinea come né lui né gli assessori o i consiglieri della sua coalizione siano mai stati sfiorati da indagini penali o procedimenti di altra natura. «A sette anni di distanza – continua – resta incomprensibile la scelta di sciogliere l’Ente. È una domanda che rivolgo ancora oggi all’allora prefetto di Siracusa Giuseppe Castaldo, all’ex viceprefetto Filippo Romano – oggi prefetto – e ai membri della Commissione d’accesso Gaetano D’Erba e Marinella Iacolare. Non posso non citare, per il ruolo svolto in quel contesto, l’allora dirigente del Commissariato di Pachino, Maria Antonietta Malandrino, il giornalista Paolo Borrometi e, soprattutto, l’ex senatore Beppe Lumia».

Roberto Bruno

Bruno chiama in causa anche l’attuale presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, auspicando un intervento che riapra il dossier. «Potrebbe fare chiarezza su dinamiche mai spiegate che interruppero un percorso amministrativo virtuoso. Non si può continuare a ignorare un tema che riguarda Pachino come tanti altri Comuni sciolti sulla base di valutazioni – a mio avviso – viziate da motivazioni politiche».

Per l’ex primo cittadino, la questione supera i confini locali e tocca il cuore stesso del sistema di prevenzione antimafia: «L’antimafia è un valore, non un manganello da utilizzare nella lotta politica. È necessario capire cosa accadde nel 2018 e chi abbia realmente orientato quelle decisioni. Prima o poi – conclude – bisognerà fare luce sui passaggi oscuri che portarono allo scioglimento del Comune».

07 Dicembre 2025 | 11:54
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