Noto. Mafie, bullismo e droga: i carabinieri parlano chiaro agli studenti di Pachino, Portopalo e Noto

di Redazione

Tappe per il progetto educativo dell’Arma: confronto con i giovani su mafie, bullismo, social network, sicurezza stradale e rischi legati ad alcol e droghe.

Un dialogo diretto con i giovani per parlare di regole, responsabilità e cittadinanza attiva. È questo lo spirito degli incontri sulla legalità promossi dall’Arma dei Carabinieri che nei giorni scorsi hanno coinvolto studenti e corsisti di diversi istituti scolastici nel territorio del sud della provincia di Siracusa. L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto nazionale di diffusione della cultura della legalità promosso dal Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito. Un percorso educativo che punta a creare occasioni di confronto tra le forze dell’ordine e le nuove generazioni, con l’obiettivo di rafforzare la consapevolezza civica e il rispetto delle regole.

Protagonisti degli incontri sono stati i Carabinieri della Compagnia di Noto che hanno fatto tappa in diversi istituti del territorio. Gli appuntamenti hanno coinvolto gli studenti dell’Istituto di istruzione secondaria superiore “Michelangelo Bartolo” di Pachino e quelli dell’Istituto comprensivo “Pellico – La Ciura” di Portopalo di Capo Passero. Un ulteriore momento di confronto si è svolto nel pomeriggio a Noto, presso la sede distaccata del Centro provinciale per l’istruzione degli adulti (CPIA) di Siracusa. A guidare gli incontri è stato il comandante della Compagnia Carabinieri di Noto, il capitano Vito Maria Manfredi, affiancato dai comandanti delle stazioni territoriali: il luogotenente Sergio Macauda, alla guida della stazione di Pachino, e il maresciallo maggiore Antonio Guarino, comandante della stazione di Portopalo di Capo Passero.

Durante le conferenze sono stati affrontati temi di grande attualità e particolarmente sentiti tra i giovani. Il confronto è partito dalla lotta alle mafie e dall’importanza di costruire una società fondata sul rispetto delle leggi e sulla responsabilità individuale. Da qui il dialogo si è ampliato ad altre problematiche che riguardano da vicino il mondo degli adolescenti. Particolare attenzione è stata dedicata alla violenza di genere, al fenomeno del bullismo e a quello, sempre più diffuso, del cyberbullismo. I carabinieri hanno spiegato ai ragazzi come riconoscere comportamenti pericolosi o illegali, invitandoli a non sottovalutare episodi di prevaricazione e a chiedere aiuto alle istituzioni e agli adulti di riferimento. Un ampio spazio del dibattito ha riguardato anche l’utilizzo dei social network. Gli studenti sono stati sensibilizzati sui rischi legati alla condivisione incontrollata di contenuti online, alle truffe digitali e alle possibili conseguenze legali derivanti da un uso scorretto delle piattaforme digitali.

Non è mancato un approfondimento sull’educazione stradale. I militari hanno ribadito l’importanza di comportamenti responsabili alla guida, soffermandosi in particolare sull’obbligo di indossare il casco quando si utilizzano motocicli e ciclomotori, dispositivo fondamentale per prevenire conseguenze gravi in caso di incidente. Nel corso degli incontri si è parlato anche dei rischi connessi all’abuso di alcol e all’assunzione di sostanze stupefacenti. I carabinieri hanno illustrato ai ragazzi le pesanti ripercussioni che tali comportamenti possono avere sia sulla salute psicofisica sia sulla sicurezza personale e collettiva, soprattutto quando si mettono alla guida veicoli. Gli incontri si sono trasformati in un momento di confronto aperto: gli studenti hanno rivolto numerose domande ai militari, mostrando interesse e curiosità per le attività svolte quotidianamente dall’Arma sul territorio.

L’iniziativa ha quindi rappresentato non solo un’occasione di formazione civica, ma anche un modo per avvicinare i giovani alle istituzioni. I carabinieri hanno ribadito la loro presenza costante sul territorio e la disponibilità ad ascoltare i cittadini, sottolineando come la collaborazione tra comunità e forze dell’ordine sia uno degli strumenti più efficaci per costruire una società più sicura e consapevole.

10 Marzo 2026 | 12:01
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