Si aggrava la condizione economica disperata dei 50 dipendenti del Consorzio di bonifica della Sicilia Orientale per le inadempienze della Regione che da oltre 5 mesi non percepiscono gli emolumenti.
Intanto i lavoratori sono regolarmente al lavoro per garantire la migliore distribuzione possibile delle acque irrigue nei mesi estivi, per rendere più efficiente la rete di distribuzione gestita dai Consorzi di bonifica e ottenere da Roma ristori per gli imprenditori che hanno subito danni alle strutture aziendali e alle coltivazioni a causa del maltempo dello scorso febbraio e delle piogge di maggio.

Una situazione esasperata per i 50 dipendenti impegnati nel Consorzio di Bonifica 10 (definito di rappresentanza) oggi accorpato al Consorzio di bonifica della Sicilia Orientale, che da oltre tre mesi sono senza stipendio.
I lavoratori hanno protestato alcune settimane fa dandosi appuntamento in piazza Dei Sofisti nei pressi della sede del Consorzio, via Agnone 68, dove si trova nella città lentinese.
Il problema consiste in una vicenda che ha del grottesco riferito ad un pignoramento da parte dell’Enel con bollette molte esose risalente nel 2015, ed il credito è stato ceduto ad una banca che sta procedendo al provvedimento ed ha bloccato le mensilità ai lavoratori. «Non ci resta altro che affidare le speranze a chi vuole raccogliere il reale disagio che sta investendo le famiglie di tutto il comparto della bonifica».
La cosa più strana, a detta di alcuni, la stessa procedura di pignoramento è stata messa in pratica a Catania e Messina però, ironia della sorte, i dipendenti sono stati pagati regolarmente. Non si comprende per quale ragione da parte della Regione attui questa disparità di trattamento.

5 mesi di stipendio arretrati e senza la prospettiva di vedere qualche pagamento. E’ un continuo stillicidio che sta logorando i 50 lavoratori del Consorzio di Bonifica 10. Il sindacato Sifus è stato lasciato da solo ad affrontare questa emergenza mente le altre sigle si sono dissociate producendo una nota tutta loro.
Tanti gli appelli lanciati in questi ultimi mesi ma non hanno ottenuto nessuna risposta. In particolare la politica regionale non ha saputo agire con la richiesta celerità. Dall’assessore regionale all’agricoltura, che dovrà come dichiarato affrontare la legge di riforma, ci aspettiamo un rilancio sulle competenze da affidare alla bonifica. Che il buon senso lo guidi verso soluzioni stabili, non dimenticando che il servizio d’irrigazione è indispensabile all’agricoltura siciliana.
La Regione dovrebbe deliberare le risorse messe a disposizioni dalla Finanziaria e dal bilancio. Ma chissà quanto tempo ancora passerà prima che i soldi possano materialmente arrivare.
Al danno la beffa, la Regione aveva stabilito aumento degli stipendi per gli undicimila dipendenti regionali. La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittime due norme della Finanziaria del 2022 della Regione siciliana che prevedevano l’aumento della retribuzione accessoria e la riclassificazione del personale.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

