Enna. Operazione «Cerberus»: arrestati il rappresentante della famiglia di cosa nostra di Calascibetta e due imprenditori

di Redazione

All’alba di stamane, a conclusione di articolata e complessa attività investigativa, la Polizia di Stato ha eseguito l’arresto di 3 soggetti, in esecuzione di ordinanza applicativa di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Caltanissetta, giusta richiesta della Procura Distrettuale Antimafia Nissena, a carico di:

BRUNO Carmelo, classe 1960, residente a Calascibetta;

DI VENTI Giuseppe, classe 1969, residente ad Enna;

FALZONE Antonio Giuseppe, classe 1960, residente ad Enna;

Il primo risulta indagato per il delitto di cui all’art. 416 bis c.p., quale componente – sin dagli anni ’90 – e successivamente quale principale esponenente della “famiglia” di Calascibetta (Enna) dell’associazione denominata “Cosa Nostra”, con l’aggravante di aver avuto disponibilità di armi, nonché di aver finanziato le attività economiche assunte o controllate in tutto o in parte con il prezzo, il prodotto e il profitto dei delitti commessi.

Il secondo ed il terzo risultano indagati per concorso esterno perché, nello stesso arco temporale, quali imprenditori titolari di un impianto per la produzione di calcestruzzo, concorrevano all’attività delle famiglie costituenti l’associazione mafiosa denominata “Cosa Nostra” operanti in provincia di Enna, mettendo a loro disposizione la loro qualità di imprenditori per favorire l’attività dell’organizzazione informandola dello svolgimento di lavori edili sul territorio, sostenendola economicamente e facendo da intermediari tra “Cosa Nostra” e le ditte che eseguivano lavori edili pubblici e privati, il tutto in cambio del sostegno mafioso per il conseguimento di forniture di calcestruzzo a danno di altre ditte o comunque senza doversi attenere a parametri concorrenziali. L’operazione odierna costituisce il proseguimento ideale dell’operazione “Goodfellas” (giugno 2017), diretta dalla Procura Distrettuale Antimafia Nissena, anch’essa condotta dalla Squadra Mobile di Enna e dal Commissariato di P.S. di Leonforte.

In particolare, nell’ambito di quest’ultima indagine gli organi inquirenti approfondivano tutti gli elementi indiziari a carico di BRUNO Carmelo, attuale rappresentante di fatto della famiglia di “Cosa Nostra” di Calascibetta – una delle cinque famiglie tradizionali in provincia di Enna – e di due imprenditori cognati e soci, gli odierni arrestati DI VENTI Giuseppe e FALZONE Antonio Giuseppe, titolari di un impianto per la produzione di calcestruzzo, strettamente legati al BRUNO Carmelo e inizialmente anche al boss LEONARDO Gaetano alias “Tanu u Liuni”.

Sulla figura del BRUNO Carmelo convergevano diversi elementi, in particolare sullo stesso aveva riferito anche un collaboratore di giustizia, il quale raccontava che successivamente all’investitura di FIORENZA Giovanni per la gestione della famiglia mafiosa di Leonforte (En), quest’ultimo aveva preteso da un soggetto di Calascibetta, la restituzione di una “tangente” precedentemente riscossa in danno di un imprenditore del posto. Detta circostanza veniva confermata tra l’altro dagli esiti dell’indagine “Homo Novus”, poiché nel corso dell’attività di video sorveglianza esterna all’autolavaggio gestito proprio dal FIORENZA, si notava giungere un furgone dal quale scendeva proprio BRUNO Carmelo, il quale si intratteneva nell’attività commerciale per alcuni minuti.

02 Aprile 2019 | 11:22
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