Domani 5 gennaio 2026 Catania torna a farsi comunità attorno alla figura di Giuseppe Fava, il giornalista, scrittore e intellettuale assassinato dalla mafia nel 1984. Non è solo un anniversario, ma un atto di resistenza collettiva che si manifesta in una locandina dal forte impatto visivo e militante: il volto di Pippo Fava, tratteggiato a china da Luca Ferrara con la grafica di Luca Salici, osserva la città con uno sguardo che interroga le coscienze.
Il colore dominante è il rosso, simbolo di passione civile e del sangue versato da chi non ha piegato la testa. Un richiamo visivo che unisce la memoria storica all’urgenza del presente.
Il Programma della Giornata. La commemorazione si articola in tre momenti chiave, pensati per coinvolgere le nuove generazioni e presidiare i luoghi simbolo della resistenza catanese:
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Ore 11:00 – L’Assemblea e il Premio: Presso il Giardino di Scidà, bene confiscato alla mafia, si terrà l’assemblea dei Siciliani Giovani. In questa occasione verrà consegnato il prestigioso Premio Giuseppe Fava ad Antonio Mazzeo, giornalista impegnato nell’analisi dei conflitti e della militarizzazione del territorio.
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Ore 16:00 – Il Corteo: La manifestazione partirà da Piazza Roma per snodarsi lungo le vie della città fino a raggiungere via Giuseppe Fava, il luogo dell’attentato. Un cammino condiviso per ribadire che la lotta alla mafia è un fatto di popolo.
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Ore 18:00 – Il Presidio: La giornata culminerà davanti alla lapide di via Fava, per un momento di raccoglimento e testimonianza proprio nell’ora in cui, 42 anni fa, la voce de I Siciliani veniva colpita a morte.
Un’eredità che brucia ancora. In calce alla locandina, una citazione che funge da bussola etica per l’intera manifestazione:
«A che serve vivere, se non c’è il coraggio di lottare?». Queste parole di Giuseppe Fava continuano a risuonare come un imperativo morale. L’appuntamento del 5 gennaio 2026 a Catania non è dunque una semplice celebrazione del passato, ma la riaffermazione di un impegno: quello di un giornalismo libero, di una cittadinanza attiva e di una lotta senza quartiere contro ogni forma di oppressione mafiosa.
Essere ‘in piazza al fianco di Giuseppe Fava’ significa oggi pretendere verità, giustizia e una terra libera dal ricatto criminale.
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