Avola. Indagine su ‘contributi’ versati ad un’associazione politica: 6 indagati, coinvolto l’ex sindaco Cannata

di Redazione

A far partire l’indagine sono state le segnalazioni, trasformatesi in formali denunce, da parte di ex membri della giunta e del consiglio comunale di Avola. La Procura di Siracusa ha già sentito circa venti persone. Luca Cannata ha respinto con fermezza ogni accusa, sostenendo che le persone coinvolte nell’inchiesta siano animate da rancori personali e che i versamenti all’associazione fossero liberi e volontari 

Prosegue da mesi l’indagine in merito a presunti versamenti effettuati da ex amministratori del Comune di Avola a favore di un’associazione legata al movimento politico riconducibile all’ex primo cittadino Luca Cannata, oggi deputato di FdI.

Secondo quanto emerso dalle attività investigative, svolte dagli inquirenti, la Procura di Siracusa ha già sentito circa venti persone. Sei i nomi iscritti nel registro degli indagati, incluso lo stesso Cannata. I reati ipotizzati, a vario titolo, sono appropriazione indebita e falso ideologico, e riguardano fatti che si sarebbero verificati tra il 2017 e il 2022.

A far partire l’indagine sono state le segnalazioni, trasformatesi in denunce, da parte di ex membri della giunta e del consiglio comunale tra cui Luciano Bellomo, Antonio Orlando e Fabio Iacono. Tutti e tre hanno lasciato il partito per aderire a Forza Italia e accusano l’ex sindaco di averli sollecitati, seppur indirettamente, a effettuare ‘donazioni mensili’ che oscillavano tra i 250 e i 500 euro. Due anni fa, l’ex assessore Orlando aveva riportato la dinamica alle autorità competenti, sostenendo di essere stato ‘convinto’ a consegnare somme di denaro a una struttura riconducibile alla compagine politica dell’ex sindaco.

Cannata: “Versamenti liberi, accuse mosse da rancori personali”

Sul fronte opposto, Luca Cannata ha respinto con fermezza ogni accusa, affermando che le persone coinvolte nell’inchiesta siano animate da rancori personali. L’ex sindaco ha inoltre ribadito che le somme versate all’associazione culturale in questione erano frutto di libere decisioni e non di imposizioni, sottolineando di essere egli stesso un sostenitore costante delle attività del movimento.

Sulla vicenda intervenne a supporto il responsabile organizzativo nazionale di Fratelli d’Italia, l’on. Giovanni Donzelli, che a margine dell’inaugurazione della sede della federazione provinciale di partito a Enna, ebbe a dichiarare: “A Firenze, come altrove, chiedo anche io ai consiglieri comunali e agli amministratori di dare un contributo per l’attività di partito. Quando ero boy-scout – disse Donzelli – facevamo la colletta per pagare l’attività che facevamo, credo sia una cosa normale. Io stesso verso mensilmente mille euro al partito per pagare la sede, non c’è nulla di male”.

L’attuale assessore allo Spettacolo del Comune di Avola, Deborah Rossitto, affermò di aver versato circa 200 euro ogni mese: “è un contributo libero, non c’è una quota fissa – ebbe a spiegare l’assessore – abbiamo comprato i defibrillatori da mettere qui ad Avola, oppure sappiamo che sono un fondo cassa se, per esempio, ci andiamo a mangiare una pizza tutti insieme”.

L’inchiesta, portata alle cronache dal quotidiano La Sicilia, prosegue con la raccolta di testimonianze dei principali accusatori e la verifica della documentazione acquisita.

23 Settembre 2025 | 11:00
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