Augusta. Tragedia in carcere, detenuto 40enne si suicida: «Direttrice e medico accusati di omicidio colposo e mancata vigilanza»

di Redazione

Il disagio il 40enne detenuto lo avrebbe manifestato ancor prima dell’estremo gesto. La direttrice ed il medico sono accusati di mancata vigilanza e omicidio colposo

È il caso della morte del quarantenne nisseno Emanuele Puzzanghera, detenuto nel carcere di Augusta, che si è suicidato nella sua cella il 14 maggio 2021.

Una vicenda che apre un nuovo fronte di responsabilità, per l’estremo gesto, su dirigente penitenziario e medico della struttura, per una situazione nella quale i due soggetti non sarebbero esenti da colpe.

Da qui il rinvio a giudizio disposto dal gup di Siracusa, Francesco Alligo, a carico della sessantaquattrenne siracusana Angela Lantieri, direttrice della casa di reclusione di Augusta e del medico generico trentunenne di Vittoria, Emanuela Maria Musto (assistiti dagli avvocati Michelangelo Mauceri, Massimo Vitale e Valerio Vancheri), che era di turno nello stesso carcere e che avrebbe seguito l’evoluzione della situazione poi sfociata in tragedia.

A loro carico il pm Stefano Priolo ha ipotizzato i reati di istigazione al suicidio, poi rimodulato in mancata vigilanza e omicidio colposo. E per questo saranno processate a partire dal giugno del prossimo anno.

Le cause del suicido sarebbero da ricondurre ad un evento traumatico subìto dal detenuto Puzzanghera, ed in tale contesto l’uomo avrebbe deciso nei togliersi la vita.

Il disagio il 40enne detenuto lo avrebbe manifestato ancor prima dell’estremo gesto al medico della struttura che avrebbe per tali motivi prescritto la sorveglianza a vista e successiva visita psichiatrica salvo poi revocare il tutto una quarantina di minuti dopo aver avuto un ulteriore colloquio con il detenuto Puzzanghera. Tale gestione sanitaria del medico sarebbe stata descritta dal giudice come «un comportamento negligente e gravemente imperito in quanto si è sostituita alla figura dello psichiatra che avrebbe dovuto visitare il detenuto».

Invece per la direttrice della Casa Reclusione di Augusta, Angela Lantieri, ben addentrata nelle norme cautelari, in quanto le avrebbe già diramate 4 anni fa, e a conoscenza della condizione particolare del detenuto Puzzanghera, il cui rischio suicidario era stato segnalato anche dal provveditorato regionale, su di lei il giudice ha espresso che avrebbe «illegittimamente e imprudentemente revocato la misura della sorveglianza a vista, senza attivare e attendere le decisioni dello staff multidisciplinare». Tale decisione, secondo i consulenti tecnici, se annullata avrebbe evitato il suicidio del 40enne.

29 Ottobre 2023 | 11:30
© RIPRODUZIONE RISERVATA