ARS. Spese pazze. Assolto soltanto Giambattista Bufardeci «per non aver commesso il fatto»

di Redazione

Il processo davanti alla terza sezione è uno stralcio dell’inchiesta che nel 2014 portò ad ottanta avvisi di garanzia a deputati e impiegati dei gruppi parlamentari

L’ex assessore regionale ed ex sindaco di Siracusa, Titti Bufardeci, è stato assolto dalla terza sezione del tribunale di Palermo nell’ambito dell’inchiesta delle cosiddette spese pazze all’Ars. Bufardeci è l’unico imputato ad essere stato assolto mentre sono stati condannati gli altri 5 alla sbarra. Fra i condannati, il sindaco di Catania, Salvo Pogliese, ex deputato al quale la corte ha inflitto 4 anni e 3 mesi di reclusione e che, di conseguenze, incorrerà nella sospensione dalla carica di sindaco per 18 mesi, come previsto dalla legge Severino.

I giudici hanno condannato a 4 anni e 8 mesi Rodolfo Maira, ex capogruppo all’Ars dell’Udc; 3 anni e 8 mesi a Cataldo Fiorenza; 3 anni e 6 mesi a Giulia Adamo e 3 anni a Livio Marrocco. La vicenda giudiziaria ruota attorno alle spese pazze, vale a dire sull’uso improprio dei fondi destinati ai gruppi politici.

Nel settembre scorso a chiedere la condanna di Pogliese e di altri cinque ex deputati era stata la sostituta procuratrice Laura Siani, morta nelle settimane scorse. Un minuto di silenzio è stato osservato a inizio udienza in ricordo della magistrata.

Queste le altre pene. Cataldo Fiorenza è stato condannato a 3 anni e 8 mesi, Giulia Adamo, 3 anni e 6 mesi, difesa dal legale Luigi Cassata; Rudi Maira, 4 anni e 6 mesi, difeso da Oriana Li Muti; Livio Marrocco, 3 anni, difeso da Francesco Crescimanno e David Grasso Castagnetta. Si conclude così il processo “spese pazze”.

Il processo davanti alla terza sezione è uno stralcio dell’inchiesta che nel 2014 portò ad ottanta avvisi di garanzia a deputati e impiegati dei gruppi parlamentari. Le indagini vennero coordinate dall’attuale procuratore aggiunto Sergio Demontis, allora sostituto procuratore. Per molti di questi la stessa procura ha chiesto l’archiviazione, per altri le accuse sono cadute in sede di udienza preliminare. In due hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato Innocenzo Leontini assolto in Appello dopo una condanna a due anni in primo grado e Cateno De Luca anche lui assolto in via definitiva. Per tutti a vario titolo l’accusa era di aver impiegato per fini personali i soldi assegnati per l’attività istituzionale.
Parte civile l’avvocatura dello Stato.

Pogliese venne accusato, come gli altri ex deputati, di avere speso il contributo del gruppo parlamentare. Un dieci per cento era a favore dei capigruppo come indennità. Alberghi e ristoranti pagati per 68 mila euro dal 2008 al 2012. Il sindaco aveva anticipato una somma di oltre 50mila euro, come ha dichiarato in aula Pogliese.

23 Luglio 2020 | 19:03
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