Siracusa. Parco Robinson, quasi un milione per restituirlo alla città

di Redazione

L’atto di indirizzo della IV Commissione approvato all’unanimità: sicurezza, riqualificazione e una nuova gestione per il Parco Vittime della Mafia

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Il Parco Robinson potrebbe finalmente avere una nuova vita. Il condizionale, però, è d’obbligo, perché tra finanziamenti programmati, iter amministrativi e progetti ancora da concretizzare, quello che oggi resta sotto gli occhi dei cittadini è un grande spazio pubblico che necessita di interventi urgenti. Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità l’atto di indirizzo elaborato dalla IV Commissione consiliare per la messa in sicurezza, la riqualificazione e la valorizzazione del Parco Vittime della Mafia, conosciuto da tutti come Parco Robinson.

A riportare l’attenzione sulla questione è stato l’ordine del giorno presentato dal consigliere Paolo Cavallaro, che ha chiesto di fare chiarezza sul finanziamento previsto dal PR FESR Sicilia 2021-2027 e, soprattutto, sui tempi e sugli adempimenti necessari per trasformare quelle risorse in un intervento concreto. Sul tavolo ci sono circa 972 mila euro destinati alla riqualificazione e valorizzazione dell’area. Una somma importante, che dovrebbe consentire di cambiare radicalmente il volto del parco. Ma il vero nodo, adesso, è uno soltanto: quanto tempo bisognerà ancora aspettare?

La IV Commissione, presieduta da Ivan Scimonelli, ha messo nero su bianco una serie di priorità. Prima ancora della grande riqualificazione occorre intervenire sulle situazioni più pericolose: eliminare i giochi deteriorati, mettere in sicurezza i pozzetti scoperti, chiudere i locali vandalizzati e i servizi igienici inutilizzabili, procedere a una pulizia straordinaria, rimuovere i rifiuti e ripristinare l’illuminazione laddove necessario.

Non si tratta soltanto di decoro urbano. Si tratta della sicurezza di chi frequenta il parco. Ma il punto più interessante dell’indirizzo approvato dalla Commissione riguarda il futuro dell’area. Perché rifare un parco senza stabilire come mantenerlo vivo significherebbe correre il rischio di ritrovarsi, tra qualche anno, esattamente al punto di partenza.

La filosofia indicata è quella di un parco aperto alla città, senza trasformarlo in una sorta di fortino circondato da muri e cancelli. Una scelta condivisibile, perché la sicurezza di uno spazio pubblico non può essere affidata esclusivamente alle recinzioni. Un parco vuoto è inevitabilmente più vulnerabile al degrado. Un parco frequentato da famiglie, bambini, anziani, associazioni e sportivi diventa invece uno spazio controllato dalla stessa comunità.

Ed è proprio su questo principio che si dovrebbe costruire la seconda fase dell’intervento: dare al Parco Robinson una funzione permanente. L’atto di indirizzo ipotizza quindi una manifestazione di interesse rivolta ad associazioni, enti del Terzo settore, società sportive e altre realtà organizzate disponibili a collaborare con il Comune nella gestione e nella valorizzazione dell’area.

Sport, cultura, iniziative sociali e attività ricreative potrebbero trasformare il parco da luogo marginale a vero punto di aggregazione cittadina. Anche la possibilità di autorizzare piccoli chioschi va nella direzione di creare una presenza stabile. Così come appare fondamentale il coinvolgimento della Prefettura e delle Forze dell’Ordine per individuare forme di prevenzione e presidio contro vandalismi e danneggiamenti. La questione, dunque, non è soltanto quanto costerà riqualificare il Parco Robinson, ma soprattutto chi se ne occuperà dopo.

Perché sarebbe un errore spendere quasi un milione di euro per recuperare strutture, giochi, illuminazione e spazi verdi e poi lasciare nuovamente l’area senza una gestione capace di garantirne la manutenzione quotidiana e la piena fruizione. Il voto unanime rappresenta certamente un segnale politico positivo. Ora, però, arriva la parte più difficile: passare dalle parole agli atti amministrativi, dagli indirizzi ai cantieri, dai progetti alla restituzione concreta dello spazio alla città.

Il Parco Robinson non ha bisogno dell’ennesima promessa. Ha bisogno di tempi certi, interventi concreti e soprattutto di un progetto di gestione che impedisca al degrado di riprendersi ciò che la riqualificazione avrà restituito ai cittadini. Quasi un milione di euro rappresenta un’opportunità importante. Sprecarla sarebbe imperdonabile.

La città aspetta di vedere finalmente il Parco Robinson rinascere.

07 Ottobre 2026 | 11:11
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