Non basta che gli uffici lavorino. Perché quando si parla di manutenzione delle strade, sicurezza degli spazi pubblici e condizioni degli edifici scolastici, il punto politico è un altro: quali decisioni assume l’Amministrazione e in quali tempi intende trasformarle in interventi concreti?
È questo il filo conduttore delle due interrogazioni portate in Consiglio comunale da Paolo Cavallaro, capogruppo di Fratelli d’Italia, dedicate rispettivamente alle manutenzioni ordinarie e alla climatizzazione delle scuole.
Due questioni apparentemente diverse, ma accomunate da una medesima esigenza: rendere più chiaro il passaggio dalle attività tecniche degli uffici alle scelte politiche della Giunta.
Manutenzioni, l’opposizione chiede numeri, tempi e responsabilità
Il primo terreno di scontro riguarda le manutenzioni ordinarie. Un tema tutt’altro che astratto, perché riguarda direttamente strade, marciapiedi, tombini, pluviali e piccoli interventi che, se rinviati, possono trasformarsi in problemi più seri.
L’eponente sostiene che le risposte fornite in aula dall’assessore Pantano siano risultate «confuse e imprecise» e non sufficientemente aderenti alle criticità che, a suo dire, vengono segnalate quotidianamente dai cittadini e riscontrate nei quartieri.
Il capogruppo di FdI porta quindi il dibattito dal piano delle singole segnalazioni a quello dell’organizzazione complessiva del servizio. La domanda, in sostanza, è semplice: come funziona oggi il sistema delle manutenzioni? Cavallaro chiede di conoscere le modalità con cui vengono raccolte e gestite le segnalazioni, il personale e i mezzi a disposizione, i criteri utilizzati per stabilire le priorità e soprattutto i tempi medi necessari per arrivare all’intervento.
Nel mirino finiscono anche quelle situazioni provvisorie che rischiano di diventare quasi permanenti: tombini delimitati per lungo tempo da paletti e reti di sicurezza, problemi ai pluviali e buche profonde per le quali, nonostante le segnalazioni, non seguirebbero interventi tempestivi.
La questione politica diventa dunque quella dell’efficienza del modello organizzativo. Il consigliere richiama inoltre lo studio di fattibilità organizzativa ed economica previsto dal Documento unico di programmazione 2026-2028, chiedendo conto dello stato di attuazione di un percorso che avrebbe dovuto essere affrontato nel primo semestre dell’anno. Ed è proprio qui che, secondo il consigliere, sarebbe mancata una risposta precisa.
L’ipotesi della gestione in house
Nel corso della seduta è emersa anche l’ipotesi di una gestione in house delle attività di manutenzione. Cavallaro riferisce che l’assessore Pantano avrebbe manifestato una disponibilità personale a valutare questa soluzione, senza tuttavia chiarire se si tratti di un vero indirizzo dell’Amministrazione.
Per l’esponente di FdI è una distinzione tutt’altro che formale. Quando un assessore risponde in Consiglio comunale, sostiene Cavallaro, deve rappresentare gli orientamenti dell’Amministrazione e indicare gli impegni che la Giunta intende assumere. Se invece una scelta non è ancora stata adottata, occorre spiegare quale percorso si voglia seguire per arrivare a una decisione.
Da qui la proposta di valutare una struttura dedicata alle piccole manutenzioni, dotata di personale, mezzi e materiali propri, con l’obiettivo dichiarato di ridurre i tempi di intervento.
Una proposta che ora chiama direttamente in causa il sindaco e la Giunta: non soltanto per individuare un modello, ma per sostenerlo politicamente e finanziariamente.
Scuole, il nodo della climatizzazione
Il secondo fronte riguarda gli edifici scolastici e la loro climatizzazione. In questo caso, durante la seduta, a fornire gli elementi tecnici è stato il dirigente competente. Un intervento che Cavallaro giudica utile per ricostruire il lavoro svolto dagli uffici, ma che, proprio per la natura tecnica delle informazioni fornite, lascia aperta una questione: quale sarà la scelta politica dell’Amministrazione?
Da qui la richiesta al presidente del Consiglio comunale di riproporre l’interrogazione nella seduta del 30 settembre, affinché a rispondere sia l’assessore competente, Pantano. Secondo quanto riferito in aula dal dirigente, il Comune avrebbe ricevuto il 9 settembre una nota dell’assessore regionale Turano con la richiesta di una ricognizione delle esigenze relative alla climatizzazione degli edifici scolastici.
L’Ufficio edilizia scolastica avrebbe quindi predisposto una relazione sui fabbisogni, che dovrà essere trasmessa dal sindaco all’assessore regionale per consentire alla Regione di individuare le risorse finanziarie necessarie. Un passaggio che apre una partita più ampia: quella della programmazione degli interventi sugli edifici scolastici.
Trentasei nuovi progetti e una partita che va oltre i condizionatori
Sempre secondo quanto riferito dal dirigente, gli uffici comunali hanno lavorato a 36 nuovi progetti riguardanti gli edifici scolastici. La programmazione non riguarderebbe soltanto la climatizzazione, ma anche interventi di efficientamento energetico, installazione di pannelli solari e altre opere connesse.
L’intenzione annunciata è quella di inserire questa programmazione nel prossimo DUP e nel bilancio. È proprio su questo punto che Cavallaro chiede di passare dalle informazioni tecniche agli impegni politici.
Quali interventi saranno prioritari? Quando verrà trasmessa alla Regione la ricognizione predisposta dagli uffici? Quali opere risultano già finanziate e per quali, invece, bisognerà ancora trovare le risorse? Sono queste le domande alle quali il consigliere chiede una risposta politica.
Nel ragionamento di Cavallaro, la climatizzazione non può essere ridotta alla semplice installazione di impianti per affrontare le temperature più elevate. Il tema, sostiene il consigliere, riguarda il benessere negli ambienti scolastici durante tutto l’anno, quindi anche la necessità di affrontare il freddo nei mesi invernali.
Una strategia efficace dovrebbe perciò essere collegata all’isolamento degli edifici, all’efficientamento energetico e alla sostenibilità dei costi di gestione. Ma c’è anche un’altra dimensione: quella dell’utilizzo degli edifici scolastici oltre il tradizionale orario delle lezioni. Scuole più adeguate dal punto di vista ambientale potrebbero essere utilizzate con maggiore continuità per attività pomeridiane ed extrascolastiche, laboratori, iniziative educative e attività ricreative, anche nei mesi successivi alla conclusione delle lezioni.
Una prospettiva che, secondo Cavallaro, consentirebbe di rafforzare il ruolo delle scuole come presìdi di socialità e di crescita nei quartieri, offrendo contemporaneamente nuove opportunità ai ragazzi e un supporto alle famiglie.
Il vero terreno dello scontro: dalle carte alle decisioni
Al netto delle singole questioni tecniche, il messaggio politico punta dunque su un unico tema: la responsabilità delle scelte. Gli uffici possono effettuare ricognizioni, elaborare progetti, quantificare fabbisogni e predisporre relazioni. Ma, una volta completato il lavoro tecnico, la responsabilità passa alla politica: stabilire le priorità, individuare le risorse, decidere i tempi e assumere impegni verificabili.
È su questo passaggio che il capogruppo di Fratelli d’Italia annuncia di voler continuare a incalzare la Giunta. Sulle manutenzioni le risposte ottenute non hanno chiarito quale modello organizzativo l’Amministrazione intenda adottare né come voglia affrontare le criticità del servizio.
Sulla climatizzazione, invece, il confronto è destinato a proseguire nella prossima seduta, con la richiesta che sia direttamente l’assessore competente a illustrare gli indirizzi dell’Amministrazione.
Il punto, per l’opposizione, non è dunque soltanto sapere che cosa hanno fatto gli uffici, ma capire che cosa intende fare la politica. Ed è una differenza sostanziale: perché tra una relazione tecnica e un intervento realizzato c’è di mezzo una decisione amministrativa, una copertura finanziaria e, soprattutto, una responsabilità precisa. A Palazzo Vermexio, adesso, il pallino torna alla Giunta.
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