Per lungo tempo hanno continuato ad accumulare rottami, plastica, ferri e veleni, fino a ridisegnare letteralmente la geografia del territorio. Una collinetta di rifiuti cresciuta metri su metri, soffocando la terra in totale disprezzo delle regole.
A mettere fine allo scempio ambientale in Contrada Mastrocciardi, nel comune di Francofonte, è stata la Guardia di Finanza di Siracusa, che ha apposto i sigilli a una gigantesca discarica abusiva di ben 6.500 metri quadrati, spuntata all’interno del perimetro di un’azienda edile.
A tradire i responsabili è stata la tecnologia avanzata e la vista corta di chi pensava di poter nascondere una montagna di immondizia dietro una semplice recinzione. L’operazione è scattata a seguito dei controlli dall’alto effettuati da un elicottero AW139 del Reparto Aeronavale Sicilia. Grazie ai sistemi di telerilevamento di ultimissima generazione in dotazione al velivolo, le Fiamme Gialle hanno individuato l’anomalia dall’alto: un’enorme macchia degradata incastonata nel paesaggio.
Quando i finanzieri della Tenenza di Lentini sono arrivati a terra per le verifiche sul campo, la realtà si è rivelata persino peggiore delle immagini aeree. L’area, di proprietà di una società attiva nel settore delle costruzioni, era diventata un vero e proprio deposito incontrollato di scarti speciali. Il tutto in totale assenza delle autorizzazioni ambientali prescritte dalla legge.
Lo scenario che si è parato davanti agli inquirenti descrive un’attività sistematica e prolungata nel tempo. Tra la vegetazione e il terreno martoriato sono state rinvenute montagne di scarti da demolizione, plastica, materiale ferroso, legname e, elemento ancor più allarmante, fusti ed fustini di vernici tossiche. L’interramento e lo stoccaggio indiscriminato di questi materiali hanno finito per alterare la morfologia della zona, innalzando la quota del suolo di diversi metri rispetto ai terreni confinanti. Una bomba ecologica ad orologeria pronta a esplodere alla prima pioggia.
Per congelare la situazione ed evitare che l’avvelenamento del sito proseguisse, le Fiamme Gialle hanno fatto scattare il sequestro preventivo dell’intera superficie. Il titolare dell’impresa è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica per la violazione dell’articolo 256 del Codice dell’Ambiente (D.Lgs. 152/2006), rischiando ora sanzioni pesantissime per la gestione di discarica non autorizzata.
Ma il lavoro dei periti è soltanto all’inizio. I tecnici sono ora al lavoro per valutare l’entità esatta della massa di rifiuti accumulata e stabilirne la pericolosità. L’incubo maggiore riguarda la possibile contaminazione del sottosuolo e delle falde acquifere circostanti, su cui sono in corso specifici carotaggi e analisi chimiche, propedeutici alla futura e complessa bonifica dell’area.
L’operazione condotta dal Comando Provinciale di Siracusa conferma ancora una volta quanto la piaga dell’abusivismo ambientale sia dura a morire, ma ribadisce anche la presenza capillare delle forze dell’ordine a tutela della salute pubblica e del territorio.
Come previsto dalla legge, si precisa che per il legale rappresentante della società vige il principio di presunzione di innocenza: la colpevolezza e le eventuali responsabilità penali saranno accertate a titolo definitivo solo in presenza di una sentenza irrevocabile di condanna.
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