Siracusa. Ombre sui rifiuti, la bomba Tekra arriva in Consiglio. FdI attacca il Comune: «Servono atti, non rassicurazioni»

di Redazione

Dietro la raccolta restano pesanti interrogativi sulle condizioni che regolano l’utilizzo dei mezzi, sui rapporti tra Tekra e Risam, sulle trattenute ai lavoratori e sui controlli effettuati dal Comune. Il consigliere Cavallaro porta il caso al Vermexio e incalza l’Amministrazione sulla tenuta dell’appalto: “Non servono supposizioni e non serve creare allarmismi, servono documenti e risposte”

C‘è un punto sul quale, almeno per ora, non ci sono scorciatoie: la città vuole sapere su quali basi poggi oggi il servizio di raccolta dei rifiuti.

Non basta che i mezzi continuino a circolare e che la raccolta prosegua regolarmente. Dietro cassonetti svuotati, turni di lavoro e strade da mantenere pulite c’è una macchina societaria che, dopo il passaggio da Tekra a Risam, presenta ancora interrogativi sui rapporti tra le due imprese, sulla disponibilità dei mezzi e sulla tutela dei lavoratori.

È su questo terreno che si prepara il confronto in Consiglio comunale a Siracusa. A sollevare il caso è il gruppo consiliare di Fratelli d’Italia, con un’interrogazione protocollata il 7 settembre dal capogruppo Paolo Cavallaro. Il documento sarà discusso trai i banchi dell’emiciclo Vittorini il 30 settembre e punta a fare chiarezza sugli eventuali riflessi che la situazione di Tekra può avere sul servizio oggi gestito da Risam.

Tekra, la procedura che impone verifiche

Il primo fronte riguarda il procedimento unitario n. 122/2026 relativo a Tekra. Secondo quanto riportato dalla stampa sulla base delle risultanze del Registro delle imprese, nel luglio scorso la società avrebbe presentato al Tribunale di Nocera Inferiore una domanda di accesso a uno strumento di regolazione della crisi e dell’insolvenza, riservandosi di depositare successivamente la documentazione.

Un elemento che, sottolinea Cavallaro, deve essere inquadrato correttamente. La presentazione della domanda non consente infatti, da sola, di affermare che sia stata disposta la liquidazione giudiziale della società.

Per questo Fratelli d’Italia chiede all’Amministrazione di verificare quale sia lo stato effettivo della procedura, quali provvedimenti siano stati adottati e se possano esserci conseguenze sui rapporti contrattuali o sulla disponibilità dei beni ancora riconducibili a Tekra.

La questione assume rilievo anche alla luce del passaggio gestionale avvenuto nei mesi scorsi. Risam è subentrata nell’esecuzione dell’appalto il 1° febbraio 2026 attraverso il contratto di affitto di ramo d’azienda stipulato il 22 dicembre 2025.

Da qui la necessità, secondo Cavallaro, di capire quali rapporti economici e organizzativi siano ancora esistenti tra le due società e quale sia l’effettiva autonomia dell’attuale gestione.

Il fronte giudiziario: nessuna scorciatoia

A rendere il quadro più delicato sono arrivate, nelle ultime ore, anche notizie di stampa relative a un’inchiesta penale e a sequestri riguardanti imprese attive nel settore dei rifiuti.

Su questo punto, però, Cavallaro invita a non confondere piani diversi. «Non disponiamo di atti ufficiali che consentano di affermare che tali vicende penali riguardino Tekra o Risam», sottolinea, né che esistano collegamenti con il servizio svolto a Siracusa.

La richiesta, quindi, è quella di mantenere distinti il procedimento relativo alla crisi d’impresa e le ulteriori notizie di cronaca giudiziaria, almeno fino a quando non emergeranno elementi ufficiali.

Se un eventuale coinvolgimento di Tekra fosse confermato dagli atti, sostiene il consigliere, diventerebbe necessario verificare con ancora maggiore attenzione ogni possibile ricaduta sull’appalto e sulla tutela dei lavoratori.

Per ora, però, la parola d’ordine è verifica. L’Amministrazione dovrà accertare se esistano elementi concretamente rilevanti per il servizio comunale e riferire sulla base della documentazione acquisita.

La partita più delicata è quella dei lavoratori

C’è poi una questione che riguarda direttamente i dipendenti e che Cavallaro considera particolarmente delicata: le somme trattenute da Tekra sulle retribuzioni di alcuni lavoratori per il rimborso di finanziamenti attraverso la cessione del quinto.

Secondo quanto riferito, le trattenute sarebbero state effettuate sugli stipendi senza che le somme fossero poi riversate alle società finanziarie.

Il problema è evidente: i lavoratori avrebbero già subito la decurtazione delle proprie retribuzioni, mentre le relative posizioni nei confronti delle finanziarie potrebbero non essere state regolarizzate.

Nel frattempo, le trattenute sulle retribuzioni attuali proseguirebbero con Risam. Per questo, secondo FdI, occorre stabilire con precisione quale sia stata la destinazione delle somme già trattenute e come debbano essere sistemate le posizioni ancora aperte. L’obiettivo indicato da Cavallaro è evitare che eventuali irregolarità nei versamenti si traducano in richieste di pagamento, ulteriori oneri o conseguenze economiche a carico dei dipendenti.

La questione coinvolge anche le organizzazioni sindacali. Il capogruppo chiede di sapere quali verifiche siano state svolte dopo gli accordi sottoscritti in occasione del passaggio del ramo d’azienda da Tekra a Risam e quali iniziative siano state assunte per tutelare i lavoratori.

Per Cavallaro, infatti, la firma degli accordi non può rappresentare il punto di arrivo: deve essere seguita da una verifica costante della loro concreta applicazione.

E i mezzi? Il conto alla rovescia è già finito

Altro capitolo dell’interrogazione è quello relativo ai mezzi utilizzati per la raccolta. Nel documento viene richiamato il periodo iniziale di sei mesi durante il quale i mezzi riconducibili a Tekra sarebbero stati messi a disposizione di Risam. Un periodo che, secondo Cavallaro, sarebbe ormai trascorso.

Anche in questo caso le domande sono precise: il rapporto è stato rinnovato o prorogato? A quali condizioni? E per quanto tempo? Oppure Risam ha provveduto ad acquistare mezzi propri o a reperire veicoli attraverso altri soggetti?

Il Comune dovrà chiarire, in particolare, quanti mezzi siano oggi effettivamente disponibili, chi ne sia il proprietario e quale titolo ne autorizzi l’utilizzo.

Informazioni che, al di là degli aspetti tecnici, servono a comprendere su quali basi organizzative poggi attualmente il servizio e quali garanzie esistano per la sua continuità.

Il 30 settembre la prova dei fatti

L’Amministrazione, ricorda Cavallaro, ha già fornito rassicurazioni sulla regolarità del servizio. All’inizio di settembre, inoltre, l’assessore Aloschi aveva annunciato l’acquisizione della documentazione necessaria per approfondire la situazione.

Ora, però, quelle verifiche dovranno tradursi in risposte ufficiali. La seduta del 30 settembre rappresenterà quindi il passaggio nel quale il Comune sarà chiamato a chiarire lo stato della procedura relativa a Tekra, i rapporti ancora esistenti con Risam, la situazione dei mezzi e le questioni che riguardano i lavoratori.

Il punto, per il gruppo di Fratelli d’Italia, non è alimentare allarmi né anticipare conclusioni su procedimenti ancora da verificare. È, piuttosto, capire se l’Amministrazione abbia acquisito tutti gli elementi necessari per esercitare pienamente le proprie funzioni di controllo e garantire la continuità di un servizio essenziale.

«Il Consiglio comunale deve poter esercitare le proprie funzioni di controllo sulla base degli atti», ribadisce Cavallaro.

Ed è proprio agli atti che ora si guarda. Perché dietro la complessa vicenda societaria ci sono due aspetti che non possono essere lasciati sullo sfondo: la continuità della raccolta dei rifiuti e la tutela di chi quel servizio lo garantisce ogni giorno.

Il 30 settembre il confronto passerà dalle domande alle risposte. E saranno i documenti a dover chiarire cosa è cambiato, cosa è rimasto e quali garanzie esistano oggi per la città e per i lavoratori.

25 Settembre 2026 | 16:21
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