Siracusa. Rilancio di Isab, bene il closing con Ludoil. Insorge Nardi (Cgil): «Ora il confronto sui piani industriali»

di Redazione

Il ritorno della guida industriale di Isab in mani italiane può aprire una nuova stagione per il polo siracusano, ma per la CGIL la vera sfida comincia adesso: fare del cambio di governance l’occasione per un progetto industriale capace di coniugare competitività, occupazione e sostenibilità. Il segretario generale Franco Nardi chiede un confronto immediato sul piano industriale, sul futuro dell’indotto e sugli investimenti necessari ad accompagnare la transizione energetica

La partita per il futuro del polo industriale siracusano entra in una fase nuova. L’acquisizione della maggioranza di ISAB da parte del Gruppo Ludoil viene accolta dalla CGIL di Siracusa come un passaggio potenzialmente decisivo per il destino di uno dei più importanti insediamenti industriali del territorio e dell’intero Paese. Ma, avverte il segretario generale Franco Nardi, il cambio di governance non può essere considerato un traguardo.

Al contrario, è proprio adesso che – secondo il sindacato – comincia la partita più delicata: trasformare gli annunci sul futuro industriale in investimenti concreti, difendere l’occupazione e accompagnare la transizione energetica senza lasciare indietro lavoratori, imprese dell’indotto e comunità.

«L’acquisizione della maggioranza di ISAB da parte del Gruppo Ludoil rappresenta un passaggio importante per il futuro del polo industriale siracusano e consente finalmente di fare chiarezza sulla governance di una delle realtà industriali più strategiche del nostro territorio e dell’intero Paese», afferma Nardi.

Il ritorno della guida industriale di ISAB in mani italiane, secondo la CGIL, può dunque aprire una fase differente. Ma la fiducia, nelle parole del sindacato, non è una cambiale in bianco: «Il completamento dell’operazione societaria non è un punto di arrivo, ma deve diventare il punto di partenza di un confronto vero sul futuro industriale, occupazionale e ambientale del sito».

È qui che il sindacato alza l’asticella. La nuova proprietà ha annunciato un piano industriale e investimenti, ma per la CGIL è necessario passare rapidamente dalle dichiarazioni alle verifiche sul campo: «Riteniamo indispensabile che alle dichiarazioni seguano rapidamente atti concreti e verificabili», sottolinea Nardi.

Da qui la richiesta di un confronto immediato con la nuova governance di ISAB. Il sindacato chiede la convocazione delle organizzazioni dei lavoratori per aprire un tavolo nel quale mettere nero su bianco tempi, modalità e contenuti degli investimenti, ma anche le prospettive industriali e occupazionali dello stabilimento.

Il nodo dell’occupazione

Il primo banco di prova resta il lavoro. La CGIL richiama infatti l’attenzione sull’intero sistema dell’indotto, fatto di aziende, professionalità e competenze che negli anni hanno costruito una parte essenziale del tessuto produttivo siracusano: «Parliamo di un patrimonio di lavoratori, professionalità, competenze e imprese che negli anni ha rappresentato una componente fondamentale del sistema industriale siracusano», osserva Nardi.

La questione, dunque, non riguarda soltanto i livelli occupazionali dello stabilimento, ma la tenuta di un intero ecosistema industriale. Un eventuale processo di trasformazione del polo, nella prospettiva indicata dalla CGIL, dovrà essere accompagnato da garanzie e strumenti capaci di proteggere il lavoro esistente e, allo stesso tempo, creare nuove opportunità occupazionali qualificate.

Ambiente, salute e sicurezza

L’altro fronte è quello ambientale, da decenni al centro del dibattito sul polo industriale siracusano. La CGIL chiede che la nuova stagione industriale non separi crescita economica, sicurezza, salute e tutela dell’ambiente: «Non possono esserci sviluppo e competitività se questi obiettivi vengono considerati separatamente», sostiene Nardi.

La transizione energetica, in questa prospettiva, non dovrebbe tradursi in una semplice progressiva riduzione delle attività industriali, ma in un processo di trasformazione accompagnato da investimenti e innovazione. L’obiettivo indicato dal sindacato è rendere le produzioni progressivamente più sostenibili senza scaricare il costo della trasformazione sui lavoratori.

«Il territorio siracusano ha pagato per decenni un prezzo altissimo in termini ambientali e sanitari per essere uno dei principali poli energetici e industriali del Paese», ricorda Nardi. Da qui una posizione netta: «Oggi ha diritto non alla dismissione industriale, ma a una grande stagione di riconversione, innovazione e risanamento».

È una sfida che la CGIL sintetizza nella necessità di tenere insieme due diritti che troppo spesso vengono rappresentati come contrapposti: il diritto al lavoro e quello alla salute e a un ambiente sano.

La sfida dentro il sindacato: ritrovare l’unità

Ma nella nuova fase delineata dalla CGIL c’è anche una partita interna al mondo del lavoro. Nardi individua infatti nella trasformazione del polo industriale un’occasione per rilanciare l’unità sindacale e rafforzare il ruolo delle rappresentanze dei lavoratori nelle decisioni strategiche.

«Un distretto industriale che si trova davanti a trasformazioni così profonde ha bisogno di un sindacato autorevole, unito e capace di costruire una visione comune», sostiene. La questione, secondo il segretario generale della CGIL di Siracusa, non può essere affrontata per compartimenti stagni. Occupazione, investimenti ecosostenibili, salute, sicurezza e condizioni delle comunità che vivono attorno al polo industriale rappresentano, nella sua lettura, «parti di una stessa grande questione» che investe il futuro economico e sociale del territorio.

L’appello è quindi a superare divisioni e frammentazioni per costruire una piattaforma comune in grado di rappresentare con maggiore forza sia i lavoratori direttamente occupati nel sito sia quelli dell’indotto.

Una sfida industriale e sociale

Sul tavolo, insomma, non c’è soltanto il futuro societario di ISAB. C’è la tenuta di un intero distretto industriale alle prese con una trasformazione profonda, tra transizione energetica, necessità di nuovi investimenti, tutela dell’occupazione e risanamento ambientale.

Per la CGIL, gli investimenti annunciati costituiscono un elemento importante, ma dovranno essere accompagnati da un confronto costante con le rappresentanze dei lavoratori e con il territorio: «Auspichiamo che con la nuova proprietà possa aprirsi una stagione diversa, fondata sul dialogo, sulla trasparenza, sull’unità del mondo del lavoro e su relazioni industriali solide e costruttive», afferma Nardi.

La CGIL di Siracusa, assicura il segretario generale, è pronta a sedersi al tavolo e a confrontarsi nel merito dei progetti. Gli obiettivi indicati sono chiari: mettere in sicurezza il futuro industriale del polo siracusano, difendere l’occupazione diretta e dell’indotto, innalzare gli standard di salute e sicurezza e creare le condizioni per produzioni sempre più sostenibili.

Il passaggio di ISAB sotto una guida italiana, dunque, viene letto dal sindacato come la possibilità di aprire una pagina nuova. Ma il vero capitolo, per la CGIL, deve ancora essere scritto. E dovrà misurarsi non solo con gli annunci, bensì con investimenti, posti di lavoro, sicurezza, risanamento ambientale e una strategia industriale capace di dare al polo siracusano una prospettiva di lungo periodo.

Una sfida che, nelle parole di Nardi, il sindacato vuole affrontare «unitariamente», riportando al centro il lavoro e costruendo attorno ad esso una nuova idea di sviluppo industriale sostenibile per Siracusa.

24 Settembre 2026 | 16:49
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