Alle 18 il Consiglio comunale torna a riunirsi, convocato dal presidente Alessandro Di Mauro, e tra gli argomenti all’ordine del giorno ci sono le due mozioni dedicate al progetto di collegamento tra la Statale 124 e viale Epipoli. La prima è stata presentata dal gruppo di Fratelli d’Italia, con le firme dei consiglieri Paolo Cavallaro e Paolo Romano; la seconda porta la firma della consigliera Alessandra Barbone di Forza Italia.
Due mozioni diverse nella formulazione, ma che riportano al centro dell’attenzione una questione che riguarda l’intera città: come cambiare il sistema degli ingressi a Siracusa e come liberare una parte importante della viabilità cittadina dalla pressione del traffico.
Perché quella che oggi viene chiamata semplicemente “bretella” potrebbe essere molto di più.
Potrebbe diventare il nuovo ingresso di Siracusa, un punto strategico nel quale far confluire e distribuire i flussi provenienti dalla direttrice della Siracusa-Catania, dalla provincia e dalla zona sud, collegandoli con la viabilità della città senza concentrare tutto sull’attuale sistema di via Columba e viale Paolo Orsi.
L’obiettivo, se il progetto risultasse tecnicamente ed economicamente sostenibile, sarebbe quello di creare una nuova porta di accesso alla città e, contemporaneamente, alleggerire la pressione sulle arterie oggi maggiormente interessate dal traffico.
E qui sta il vero significato della giornata.

Non è una questione di chi abbia avuto per primo l’idea. Non è una questione di quale gruppo consiliare abbia presentato la mozione. È una questione di città.
Una mozione del genere avrebbe potuto essere presentata da qualsiasi gruppo consiliare. Il suo valore non cambia.
Perché se il collegamento tra la SS124 e viale Epipoli può davvero contribuire a modificare l’attuale assetto della mobilità, allora merita di essere valutato senza steccati politici, con serietà, competenza e senso di responsabilità.
Il Consiglio comunale ha oggi l’opportunità di fare una cosa semplice ma importante: dire sì all’idea di verificare concretamente se quella nuova strada può diventare realtà.
Non significa promettere un’opera già finanziata. Significa aprire un percorso fatto di studi, progettazione, verifiche, costi, competenze e ricerca delle risorse.
Ma significa soprattutto non lasciare che un’altra idea strategica per Siracusa rimanga soltanto sulla carta.
Oggi, più che votare una strada, il Consiglio comunale può decidere di aprire una strada verso il futuro.

Ecco la descrizione nei particolari della rotatoria.
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