Nella giornata odierna, i Carabinieri del Comando Provinciale di Palermo hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misura cautelare personale emessa dal Gip di Termini Imerese, dott.ssa Erina CIRINCIONE, su richiesta della Procura della Repubblica di Termini Imerese, nei confronti di due soggetti, marito e moglie, di 56 e 52 anni, residenti in Cefalù, in quanto ritenuti gravemente indiziati del delitto di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione (artt. 110 cp, 3, 4, 8 Legge n. 75/1958); più precisamente, il primo è stato destinatario della misura cautelare degli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico, la seconda della misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.
L’operazione è l’epilogo di una meticolosa attività d’indagine condotta dai Carabinieri della Compagnia di Cefalù, e nello specifico dalla Stazione di Lascari, la quale, tramite intercettazioni telefoniche ed ambientali, ripetuti appostamenti, riprese di video sorveglianza esterna, assunzione a s.i.t. di numerose persone, ha accertato come i due soggetti di cui sopra, in concorso con i due figli maggiorenni, attualmente indagati per il medesimo reato e non destinatari di misura, avessero posto in essere una complessa ed articolata attività di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione nel comune di Lascari.
In particolare, sempre secondo la prospettazione accusatoria, i due coniugi, anche con il contributo dei due figli, avrebbero messo a disposizione un immobile di proprietà del nucleo familiare, sito in Lascari, allo scopo di esercitarvi stabilmente l’attività di prostituzione e di destinarlo a casa di appuntamenti; costoro, inoltre, avrebbero fornito alle donne coinvolte nell’attività di meretricio un ulteriore supporto logistico, consistito in accompagnamenti in auto, assistenza per procurarsi generi alimentari e/o di prima necessità, nonché per effettuare ricariche di telefoni cellulari e di carte prepagate, ricevendo a titolo di corrispettivo complessivo la somma di circa 500 – 700 euro a settimana.
Gli accertamenti posti in essere, protrattisi dal mese di novembre 2025 al maggio 2026, hanno consentito di acclarare come, in tale arco di tempo, all’interno di quell’immobile, abbiano svolto l’attività di meretricio non meno di undici donne, prevalentemente sud – americane di origine colombiana, munite di regolare permesso di soggiorno, con conseguente accesso di oltre trecento clienti; tutto ciò a dimostrazione, sempre secondo l’impostazione accusatoria, di un’attività esercitata in maniera continuativa, organizzata e duratura nel tempo, con una precisa turnazione delle donne e una gestione logistica ben collaudata.
Il Gip di Termini Imerese, contestualmente, sempre su richiesta Procura, ha disposto il sequestro preventivo dell’immobile in questione, utilizzato per lo svolgimento di quella illecita attività.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

