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CronacaLentini. Dialisi: «Più attenzione ai pazienti e una Medicina Territoriale capace di garantire risposte concrete»
Lentini. Dialisi: «Più attenzione ai pazienti e una Medicina Territoriale capace di garantire risposte concrete»
di Redazione
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L'appello del presidente del Comitato Consultivo Aziendale dell'Asp di Siracusa durante il convegno sulla nefrologia all'ospedale di Lentini
Una rete nefrologica più vicina ai cittadini. Rafforzare la Medicina Territoriale e garantire maggiore attenzione ai pazienti dializzati della provincia di Siracusa. È questa la richiesta avanzata da Salvo Sorbello, presidente del Comitato Consultivo Aziendale dell’Asp di Siracusa, intervenuto al convegno “Nuove frontiere nella nefrologia: dall’innovazione terapeutica alla gestione integrata del paziente”, svoltosi sabato scorso all’ospedale di Lentini.
L’iniziativa ha rappresentato un momento di confronto e aggiornamento per gli operatori sanitari, con un approfondimento dedicato alle innovazioni terapeutiche in ambito nefrologico e ai nuovi modelli di presa in carico dei pazienti affetti da patologie renali. Al centro dei lavori anche la necessità di sviluppare percorsi assistenziali integrati, capaci di accompagnare il malato nelle diverse fasi della cura.
Nel corso del suo intervento, Sorbello ha portato all’attenzione dei partecipanti le esigenze dei cittadini e delle associazioni rappresentate dal Comitato Consultivo Aziendale, soffermandosi in particolare sulla situazione dei pazienti sottoposti a dialisi nella provincia aretusea. «La gran parte dei dializzati della provincia si rivolge oggi a strutture private e non a quelle pubbliche», ha evidenziato il presidente del CCA, richiamando l’attenzione sulla necessità di interrogarsi sull’effettiva capacità della sanità pubblica di rispondere alle esigenze di chi necessita di trattamenti continui e particolarmente impegnativi.
Secondo Sorbello, la scelta di ricorrere alle strutture private rappresenta un elemento che merita un’attenta valutazione da parte della programmazione sanitaria. «Se così tanti pazienti scelgono il privato, significa che il servizio pubblico non riesce ancora a rispondere in modo pienamente efficace ai loro bisogni», ha sottolineato. Da qui l’appello a un potenziamento concreto della Medicina Territoriale, che dovrà essere in grado di assicurare maggiore prossimità, continuità assistenziale e accessibilità ai servizi. Per i pazienti dializzati, infatti, la possibilità di contare su una rete organizzata ed efficiente costituisce un’esigenza quotidiana, legata a percorsi terapeutici spesso lunghi e complessi.
Sorbello ha inoltre ribadito il ruolo del Comitato Consultivo Aziendale quale organismo di ascolto e raccordo tra l’Asp e la cittadinanza. L’obiettivo è fare in modo che le istanze dei pazienti trovino spazio nella programmazione dell’Azienda sanitaria, favorendo un confronto costante con le associazioni e con i rappresentanti degli utenti.
La richiesta conclusiva è quella di costruire una rete di assistenza nefrologica più omogenea ed equa sull’intero territorio provinciale, attraverso un rafforzamento dell’offerta pubblica e un incremento dei centri dialisi gestiti dal servizio sanitario. Una sfida che riguarda non soltanto l’organizzazione delle prestazioni, ma anche la qualità della vita di tanti cittadini costretti a sottoporsi regolarmente a trattamenti salvavita.