Settant’anni di attività rappresentano un traguardo importante per ANCE Siracusa, ma anche un’occasione per guardare al futuro e individuare nuove prospettive di crescita per il comparto delle costruzioni.
L’anniversario dell’associazione diventa così il momento per ripercorrere il lavoro svolto nel corso dei decenni e, soprattutto, per confrontarsi sulle difficoltà e sulle opportunità che attendono le imprese della provincia. Il sistema ANCE siracusano, secondo i dati illustrati dal presidente Paolo Augliera, coinvolge circa 1.200 imprese e 6.500 addetti. Numeri che testimoniano il peso dell’edilizia nell’economia del territorio e il ruolo che il settore continua a svolgere per l’intera filiera produttiva.
Dopo la stagione degli investimenti legati al PNRR, le imprese chiedono nuove occasioni per continuare a operare e contribuire allo sviluppo della provincia. Tra le priorità figurano la rigenerazione urbana, la riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico e privato, il recupero degli edifici e il miglioramento degli impianti, con l’obiettivo di favorire un’edilizia sempre più sostenibile ed efficiente dal punto di vista energetico. Per raggiungere questi obiettivi, tuttavia, sarà necessario intervenire anche sul fronte normativo e burocratico. Procedure più snelle, regole chiare e tempi certi sono ritenuti elementi indispensabili per trasformare i progetti in cantieri e consentire alle imprese di programmare gli investimenti.
Un capitolo centrale è rappresentato anche dal Piano Casa, tema sul quale ANCE sta lavorando a livello nazionale. L’obiettivo è individuare strumenti capaci di affrontare le esigenze abitative e, al tempo stesso, sostenere il settore delle costruzioni attraverso un quadro normativo chiaro e facilmente applicabile. In occasione del settantesimo anniversario, ANCE Siracusa ha organizzato un appuntamento al Castello Maniace, in programma venerdì 25 settembre, al quale parteciperanno rappresentanti del mondo istituzionale, politico e imprenditoriale. Previsto anche l’intervento del presidente nazionale di ANCE, Antonio Ciucci.
Al centro dell’iniziativa saranno due momenti di confronto: “Emergenza casa: strategie politiche per il futuro dell’abitare” e “Piano Casa: dalla norma ai cantieri. Governance, investimenti e rigenerazione urbana”.

In vista dell’evento, Libertà Sicilia ha incontrato il presidente di ANCE Siracusa, l’ingegnere Paolo Augliera, per analizzare le prospettive dell’edilizia siracusana, le esigenze delle imprese e il rapporto con le istituzioni.
– Presidente Paolo Augliera, ANCE Siracusa si appresta a celebrare il settantesimo anniversario della sua fondazione. Quali sono le principali sfide che il comparto delle costruzioni deve affrontare per guardare al futuro?
«Le sfide che ci attendono sono importanti e siamo pronti ad affrontarle. Prima di tutto, però, desidero ricordare il valore di questo anniversario. Il sistema ANCE a Siracusa è nato settant’anni fa e oggi rappresenta una realtà significativa per il territorio, con circa 1.200 imprese e 6.500 addetti distribuiti nell’intera provincia. Arrivare a questo traguardo significa celebrare non soltanto l’associazione, ma anche tutte quelle imprese che per prime hanno aderito e che, nel corso dei decenni, hanno contribuito alla crescita del sistema economico siracusano.
Il nostro ruolo, infatti, non si limita alle imprese e ai lavoratori direttamente impiegati nel settore. L’edilizia genera ricadute importanti sull’intera economia provinciale, coinvolgendo numerose attività e professionalità. Una parte significativa dell’economia siracusana ruota proprio attorno al comparto delle costruzioni. L’anniversario sarà quindi l’occasione per raccontare ciò che è stato fatto in questi settant’anni, ma anche per programmare le attività e le iniziative future.
Per questo abbiamo invitato interlocutori importanti. Sarà presente il presidente nazionale di ANCE, Antonio Ciucci, insieme a numerosi rappresentanti politici e istituzionali, espressione delle diverse forze presenti in Parlamento. Da parte nostra, illustreremo con chiarezza ciò di cui il settore ha bisogno. Una delle priorità è individuare, dopo la conclusione della stagione del PNRR, nuove opportunità per consentire alle imprese di continuare a lavorare e a investire.
Si parla di rigenerazione urbana e di riqualificazione del patrimonio edilizio, sia privato sia, soprattutto, pubblico. Sono temi che ANCE nazionale sta portando avanti con grande attenzione, insieme alla necessità di recuperare e ammodernare anche il patrimonio impiantistico. L’obiettivo è favorire un’edilizia sempre più efficiente, sostenibile e orientata, per quanto possibile, a edifici a consumo energetico zero. Su questi argomenti stiamo lavorando a livello nazionale, con l’intento di ottenere nuovi finanziamenti e nuove opportunità, di qualsiasi natura, che consentano al comparto di proseguire il percorso intrapreso nei suoi primi settant’anni di storia».
– Lei ha parlato di rigenerazione urbana. Quali sono, concretamente, gli interventi necessari per realizzarla?
«Per dare impulso alla rigenerazione urbana è innanzitutto necessario disporre di norme capaci di semplificare le procedure e rendere più agevole l’attività delle imprese e dei professionisti. Non possiamo continuare a impiegare anni nella predisposizione dei progetti e nella produzione di documenti prima di riuscire ad aprire un cantiere. Occorre ridurre i tempi e rendere le procedure più snelle, concrete ed efficaci.
Nella provincia di Siracusa il lavoro da fare è sicuramente molto. Esistono numerosi interventi che potrebbero contribuire a migliorare le nostre città, ma per realizzarli servono regole più semplici e finanziamenti adeguati. Lo Stato dovrà fare la propria parte, mettendo a disposizione le risorse necessarie. A quel punto anche il settore privato potrà intervenire con investimenti e competenze, contribuendo al recupero e alla valorizzazione del patrimonio esistente. L’obiettivo deve essere quello di migliorare i centri urbani e fare in modo che l’intera cittadinanza possa beneficiare degli interventi realizzati quotidianamente dalle imprese».
– Si parla molto di Piano Casa. In che modo questo strumento potrebbe contribuire ad affrontare l’emergenza abitativa e sostenere il settore?
«Il Piano Casa è una delle iniziative sulle quali stiamo lavorando a livello nazionale. Si tratta di una materia complessa, che richiede innanzitutto l’introduzione di regole chiare. Le imprese devono poter comprendere con certezza come e dove investire, quali interventi realizzare e come sviluppare la fase progettuale. Tutto questo deve avvenire all’interno di un quadro normativo definito e facilmente applicabile.
La sostenibilità è ormai la parola chiave di tutte le attività che riguardano il nostro settore. Ogni intervento deve quindi essere pensato tenendo conto dell’efficienza energetica, della qualità degli edifici e della necessità di ridurre i consumi. Ci aspettiamo, pertanto, un sostegno concreto da parte del Governo e delle istituzioni, affinché si possa procedere nel modo più corretto, efficace e rapido possibile. Il Piano Casa può rappresentare un’importante occasione, ma per trasformare le idee in interventi reali occorrono programmazione, risorse e tempi certi».
– La città ha perso importanti opportunità, tra cui alcuni interventi legati al PNRR e alla rigenerazione urbana avviata dall’ingegnere Riili. Qual è la posizione di ANCE?
«Il nostro compito è stimolare il settore pubblico a fare la propria parte. Possiamo sollecitare le amministrazioni, richiamarle alle loro responsabilità e chiedere che vengano adottate tutte le iniziative necessarie per realizzare gli interventi, ma non possiamo sostituirci agli enti pubblici. Noi siamo imprenditori. Mettiamo in campo personale, mezzi, attrezzature e competenze per realizzare le opere. La parte pubblica deve comprendere che, all’interno di regole certe, è necessario impegnarsi concretamente per individuare e reperire i finanziamenti.
È una richiesta che avanziamo da tempo: le istituzioni devono fare la propria parte, collaborando con il mondo delle imprese e creando le condizioni per consentire l’apertura dei cantieri. Se siano stati persi o meno dei finanziamenti è una questione sulla quale si può certamente discutere e fare una valutazione politica e amministrativa. Ma la responsabilità diretta di reperire le risorse, programmare gli interventi e attivare le procedure non spetta a noi.
Noi possiamo offrire la nostra disponibilità, le nostre capacità e il nostro contributo. Ma il settore pubblico deve assumersi il compito di creare le condizioni necessarie affinché i progetti possano diventare realtà», conclude il presidente di ANCE.
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