La prevenzione oncologica in Sicilia attraversa una fase delicata. Gli ultimi dati regionali mostrano infatti un rallentamento delle adesioni agli screening, proprio mentre il sistema sanitario si prepara ad ampliare l’offerta anche alla prevenzione del tumore polmonare.
Nel quadro regionale, però, Siracusa si distingue positivamente, soprattutto per quanto riguarda la prevenzione del tumore della mammella. Al 31 agosto, l’Asp aretusea ha raggiunto infatti una percentuale di adesione del 29,4% alle mammografie, il dato più elevato tra le nove aziende sanitarie provinciali siciliane, davanti ad Agrigento, ferma al 29%.
Un risultato significativo in un contesto generale nel quale la partecipazione agli screening continua a rimanere sotto i livelli auspicati. Complessivamente, in Sicilia l’adesione alla mammografia si attesta al 23,4%, mentre quella relativa allo screening della cervice uterina è al 20,8%. Ancora più bassa la partecipazione al programma per il tumore del colon-retto, che si ferma al 10,3%, pur facendo registrare un recupero del 44% rispetto al periodo precedente.
Colon-retto, Siracusa al 14,3%
Anche sul fronte del colon-retto Siracusa si colloca nella parte alta della graduatoria regionale, con un’adesione del 14,3%. Il dato resta distante dai livelli che la Regione considera necessari, ma è comunque superiore a quello registrato in diverse altre province. Agrigento arriva al 15%, mentre Messina scende al 6,2% e Palermo si ferma al 7,5%.
Per quanto riguarda invece lo screening della cervice uterina, il primato regionale spetta a Enna, con il 26,4%, mentre Messina registra il dato più basso, pari al 16,9%.
La Regione alza il livello dei controlli
Il rallentamento degli screening ha fatto scattare l’attenzione dell’assessorato regionale alla Salute. I dati saranno utilizzati anche per valutare l’efficienza delle aziende sanitarie e l’attività dei rispettivi vertici.
La Regione ha annunciato un monitoraggio settimanale, sul modello di quello già adottato per le vaccinazioni, con l’obiettivo di individuare rapidamente le criticità e intervenire per recuperare le adesioni.
Il problema, infatti, non riguarda soltanto la capacità organizzativa delle strutture sanitarie. Una parte consistente della popolazione, pur ricevendo gli inviti, continua a non presentarsi agli appuntamenti. Da qui la necessità di rafforzare la comunicazione e coinvolgere maggiormente medici di famiglia, ospedali, consultori e farmacie.
L’obiettivo è centrare i Lea entro dicembre
La sfida è particolarmente importante perché entro dicembre la Sicilia dovrà raggiungere gli standard minimi previsti dai Livelli essenziali di assistenza. Un risultato che assume un peso ulteriore anche nel percorso di uscita dal piano di rientro sanitario.
Nel frattempo la rete della prevenzione è destinata ad allargarsi. La Conferenza Stato-Regioni ha infatti dato il via libera alle risorse destinate alla Rete italiana per lo screening polmonare, con 200 mila euro per il 2025, 400 mila per il 2026 e 600 mila per il 2027. In Sicilia è coinvolto il Cannizzaro di Catania, mentre la Regione guarda anche allo sviluppo di programmi di prevenzione dedicati ai tumori della prostata e del pancreas.
I dati confermano dunque una situazione a due velocità: la Sicilia deve accelerare sulla prevenzione, mentre Siracusa, almeno per quanto riguarda le mammografie, rappresenta oggi una delle realtà più virtuose dell’Isola. Un risultato da consolidare, soprattutto attraverso una maggiore sensibilizzazione dei cittadini sull’importanza della diagnosi precoce.
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