Raccolta firme in occasione delle primarie della sinistra in Sicilia del 2022 La corsa verso Palazzo d’Orleans comincia a prendere forma, ma nel centrosinistra siciliano la strada verso una candidatura unitaria resta ancora lunga. Il campo largo continua a confrontarsi su metodo e nomi, mentre le diverse forze politiche cercano di definire strategie e alleanze in vista della sfida per la presidenza della Regione.
In questo scenario anche Siracusa è destinata ad avere un ruolo importante, sia nella costruzione degli equilibri territoriali sia nella successiva definizione delle liste. La provincia aretusea è infatti inserita nella tabella di marcia organizzativa che porterà alla composizione delle candidature e al consolidamento delle strutture politiche sul territorio.
Il Partito democratico punta intanto ad accelerare. Il segretario regionale Anthony Barbagallo ha manifestato l’intenzione di arrivare alla scelta di un candidato espressione del partito, superando prima le differenze interne e cercando una figura in grado di rappresentare tutte le componenti dem. Tra le ipotesi prese in considerazione figura quella dell’ex ministro Beppe Provenzano. Ma il confronto ha riportato in primo piano anche Emiliano Abramo, esponente della Comunità di Sant’Egidio, e Antonello Cracolici, presidente della Commissione regionale Antimafia, che ha già manifestato la propria disponibilità.
Una volta individuato il candidato, il Pd sarebbe pronto a rilanciare l’ipotesi delle primarie, coinvolgendo anche gli altri protagonisti del centrosinistra e, in particolare, Ismaele La Vardera, che ha già avviato il proprio percorso verso la candidatura alla presidenza. È proprio sulle primarie che emerge però la distanza più evidente con il Movimento 5 Stelle. I pentastellati preferiscono infatti un percorso differente: un accordo tra le forze del campo largo per individuare un unico candidato, verificandone successivamente la forza elettorale attraverso un sondaggio. Nuccio Di Paola, che ha già ufficializzato la propria candidatura, ha rilanciato proprio questa soluzione, proponendo di sottoporre a una rilevazione tutti i nomi emersi finora e di scegliere quello considerato maggiormente competitivo.
Un confronto che potrebbe diventare determinante anche per gli equilibri nelle singole province. Siracusa, in particolare, rappresenta uno dei territori nei quali la partita del centrosinistra dovrà tradursi in una precisa organizzazione politica e in una lista competitiva. Il calendario prevede infatti che entro il 15 ottobre venga completata l’organizzazione di Sud chiama Nord nelle province di Trapani, Agrigento e Siracusa.
Cateno De Luca, nel frattempo, prosegue il lavoro di costruzione del proprio progetto politico. Tra il 27 e il 29 ottobre, a Roma, si terrà la conferenza nazionale di Sud chiama Nord, appuntamento nel quale saranno presentati il manifesto nazionale e la piattaforma programmatica del movimento. Il leader ha spiegato che proprio dopo la convention romana verranno effettuate le valutazioni definitive sulle prossime mosse, anche per quanto riguarda lo scenario nazionale. Prosegue parallelamente la composizione delle liste. A Palermo sono stati annunciati tre nuovi ingressi: Enza Paola Piera Clementi, imprenditrice impegnata nel sociale, Fabrizio Mantia, imprenditore del settore sanitario e fisioterapista, e Totò Lentini, già deputato regionale.
Il calendario organizzativo è serrato: entro la fine di settembre dovrebbero essere completate le liste a Palermo, mentre Catania dovrebbe arrivare alla definizione entro il 28 settembre. Per Siracusa la scadenza indicata è invece quella del 15 ottobre, insieme ad Agrigento e Trapani. Dal primo ottobre, inoltre, è prevista l’apertura delle adesioni alla lista Liberi e Forti, alla quale potranno guardare anche parlamentari uscenti interessati a condividere il progetto. La partita regionale è dunque già iniziata, ma il centrosinistra deve ancora trovare la chiave per trasformare le diverse candidature in una proposta comune. E Siracusa, con la definizione dell’organizzazione territoriale e delle liste entro metà ottobre, sarà uno dei banchi di prova del nuovo equilibrio politico siciliano.
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