A Siracusa la nuova stagione sportiva comincia con una porta chiusa. È quella della piscina olimpionica della Cittadella dello Sport, destinata a rimanere temporaneamente fuori servizio dal 14 settembre al 3 ottobre 2026 per consentire interventi di sostituzione dei filtri e di adeguamento del locale tecnico.
Una decisione che l’Amministrazione comunale presenta come necessaria per realizzare i lavori, ma che scatena la dura reazione dell’opposizione. Nel mirino del consigliere comunale e capogruppo di Insieme, Ivan Scimonelli, finiscono soprattutto i tempi dell’intervento e la gestione della comunicazione a utenti e società sportive.
«È francamente difficile comprendere la logica di una decisione che appare tardiva, penalizzante e profondamente irrispettosa nei confronti degli atleti, delle famiglie e delle società sportive», sostiene Scimonelli.
Il nodo, secondo il consigliere, non sarebbe dunque la necessità di effettuare i lavori, ma il momento scelto per farli. La chiusura cade infatti proprio all’avvio della nuova stagione sportiva, quando famiglie e atleti hanno già organizzato la propria attività e le società sportive hanno già sostenuto i costi legati all’assegnazione degli spazi acqua.
«Non stiamo parlando di un dettaglio – sottolinea Scimonelli – ma di persone che hanno programmato la propria attività sportiva, famiglie che hanno pagato, atleti che si preparano ad affrontare una nuova stagione e società che hanno organizzato allenamenti e attività sulla base degli spazi assegnati dall’Amministrazione».
La domanda politica posta dal capogruppo di Insieme è precisa: perché chiudere a settembre un impianto strategico per lo sport cittadino se la necessità dell’intervento era nota già mesi prima?
Nella comunicazione del Comune viene infatti richiamata la Determina dirigenziale n. 200 dell’8 giugno 2026, relativa all’avvio della procedura amministrativa. Un elemento sul quale Scimonelli intende concentrare la propria iniziativa politica.
«Se l’Amministrazione era a conoscenza dell’intervento già nel mese di giugno – afferma – viene spontaneo chiedersi perché non sia stato programmato durante il periodo di luglio e agosto, quando la fruizione della piscina è fisiologicamente e sensibilmente inferiore rispetto alla ripresa delle attività agonistiche e sportive di settembre».
È qui che la polemica amministrativa diventa una questione più ampia di metodo politico e capacità di programmazione. Per Scimonelli, la vicenda rappresenterebbe infatti la distanza tra una gestione orientata semplicemente agli adempimenti burocratici e una vera programmazione amministrativa: «Se sai a giugno che devi sostituire dei filtri, non aspetti settembre per chiudere una piscina olimpionica appena ripartita».
Il tema non riguarda soltanto i giorni di chiusura. Secondo il consigliere, l’Amministrazione avrebbe comunicato il provvedimento quando la stagione era già stata organizzata anche sotto il profilo economico.
«Prima si assegnano gli spazi, si fanno pagare le società, si incassano le nuove mensilità dagli utenti e poi si comunica che l’impianto chiuderà per venti giorni», accusa Scimonelli, secondo cui non sarebbe accettabile che siano sempre «gli utenti e le società a pagare il prezzo dell’assenza di programmazione».
Il Comune, per le giornate interessate dalla chiusura, ha previsto lo scomputo delle somme dovute dagli utenti nel mese di ottobre. Una soluzione che, però, non convince il consigliere. La questione non può essere ridotta a un semplice conguaglio economico. Per chi prepara gare e campionati, un allenamento saltato può avere conseguenze difficili da recuperare. Ancora più articolata sarebbe la situazione delle società sportive, chiamate a coordinare atleti, tecnici, turni e spazi acqua.
«Un allenamento perso non è sempre recuperabile, soprattutto per chi si prepara a gare, campionati e competizioni», osserva il consigliere. E per le società, aggiunge, «spazi, programmazione degli allenamenti, tecnici e atleti non sono variabili che si possono semplicemente spostare su un calendario».
La partita, tuttavia, non sembra destinata a fermarsi alla polemica politica. Scimonelli annuncia infatti la richiesta di tutti gli atti relativi all’intervento: dalla determina di giugno all’affidamento, passando per l’ordine dei materiali e il cronoprogramma dei lavori. L’obiettivo dichiarato è ricostruire la sequenza amministrativa e capire quando il Comune abbia avuto piena contezza della necessità dell’intervento e perché i lavori non siano stati programmati durante i mesi estivi.
Sul tavolo c’è anche la questione dei ritardi nell’approvvigionamento dei materiali, indicata dall’Amministrazione tra le ragioni che hanno inciso sulla tempistica. Ma anche su questo punto il consigliere di opposizione non arretra: «La frase contenuta nella comunicazione secondo cui l’approvvigionamento e la disponibilità dei materiali avrebbero subito ritardi non può diventare una giustificazione automatica».
È una contestazione che investe direttamente il tema della responsabilità amministrativa: programmare significa anche prevedere gli imprevisti, individuare alternative e ridurre per quanto possibile l’impatto dei ritardi sui cittadini.
La vicenda della piscina olimpionica rischia così di trasformarsi da semplice intervento manutentivo in un nuovo terreno di scontro sul modello di gestione dello sport cittadino. La Cittadella dello Sport è uno dei principali punti di riferimento per l’attività sportiva siracusana. Ed è proprio da qui che Scimonelli chiude il suo affondo politico: «Lo sport non può essere trattato come una voce residuale».
La domanda che rimane sul tavolo, al di là dello scontro tra maggioranza e opposizione, è allora quella sulla qualità della programmazione degli impianti pubblici: se un intervento noto da giugno arriva a incidere sull’attività sportiva a settembre, quando la macchina organizzativa è già ripartita, il problema non è soltanto quando chiude una piscina. È capire se l’Amministrazione sia riuscita a organizzare per tempo ciò che sapeva di dover fare.
Ed è su questa domanda che Scimonelli promette di dare battaglia, trasformando i documenti amministrativi in una verifica politica sulla gestione della Cittadella dello Sport e, più in generale, sulle scelte dell’Amministrazione comunale in materia di sport.
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