Siracusa. Scandalo Sanità, Caltagirone scagionato: si riapre la partita per la direzione dell’Asp aretusea

di Redazione

L’archiviazione delle accuse cancella ogni ombra sull’ex dg, che parla di «verità ristabilita». E cresce l’ipotesi di un suo ritorno al vertice dell’azienda sanitaria, oggi guidata solo da un commissario straordinario

Si chiude con un’archiviazione la vicenda giudiziaria che aveva travolto, suo malgrado, l’ex direttore generale dell’Asp di Siracusa Alessandro Caltagirone, coinvolto nell’inchiesta che ha riguardato anche l’ex presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro. Una decisione che non solo chiude un capitolo doloroso, ma che riapre scenari inattesi sulla guida dell’azienda sanitaria aretusea. Gli inquirenti hanno acclarato la totale estraneità dell’ingegnere ai fatti contestati, arrivando a sottolineare come i suoi comportamenti fossero improntati a una linea di «prudenza e distacco incompatibili con la prova di un accordo corruttivo».

Quando lo scandalo era esploso, Caltagirone aveva scelto di fare un passo indietro, rassegnando le dimissioni dall’incarico. Oggi, a distanza di tempo, spiega che quella decisione, presa ‘immediata e dolorosa’, era stata dettata esclusivamente dal rispetto per le istituzioni: un gesto compiuto per garantire piena libertà agli accertamenti giudiziari e per tutelare il prestigio dell’azienda, pur restando fermo, fin da subito, nella convinzione della correttezza del proprio operato.

A colpire, nelle dichiarazioni rilasciate in questi giorni dall’ex dg, sono soprattutto le parole con cui chiude il suo messaggio: sostiene che dalle prove più dure non si esce soltanto con una verità ristabilita, ma si può uscire anche più forti, con determinazione rinnovata e con la stessa voglia di sempre di mettere esperienza, competenza e passione al servizio di nuove sfide.

Parole che suonano quasi come un annuncio. E la domanda, a questo punto, sorge spontanea: la nuova sfida evocata da Caltagirone potrebbe coincidere con un suo ritorno alla guida dell’Asp di Siracusa, anche a titolo di rivincita morale? Un’ipotesi tutt’altro che peregrina, considerando che l’attuale gestione dell’azienda fa capo a Gioacchino Iraci, il quale però ricopre ancora soltanto il ruolo di commissario straordinario, senza essere stato nominato direttore generale.

05 Settembre 2026 | 11:09
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