Sono passati più di dieci anni dall’inizio di una vicenda che ha lasciato centinaia di lavoratori della formazione professionale siciliana sospesi tra percorsi di riqualificazione, promesse di ricollocazione e una lunga attesa occupazionale. Adesso, però, la questione torna al centro dell’agenda dell’Assemblea regionale siciliana con un disegno di legge che punta a chiudere definitivamente una partita rimasta aperta troppo a lungo. Il riferimento è al DDL 1168, presentato il 30 giugno 2026 e registrato alla fine di agosto, che prevede un percorso per la ricollocazione di 750 operatori della formazione professionale.
La platea è composta da due gruppi distinti. Sono 537 i lavoratori che hanno già completato i percorsi di riqualificazione e che, secondo quanto previsto dal provvedimento, potrebbero essere avviati al rientro in servizio. Altri 213 dovranno invece completare il percorso formativo prima di poter essere ricollocati. Il provvedimento è adesso incardinato presso la V Commissione dell’ARS. Il prossimo passaggio indicato dalle organizzazioni sindacali è l’audizione parlamentare, che dovrebbe rappresentare l’occasione per mettere nuovamente la vicenda al centro del confronto politico regionale.
La questione, del resto, non riguarda soltanto il futuro occupazionale dei lavoratori. Sul tavolo ci sono anche le risorse pubbliche già impiegate per la loro riqualificazione: circa 15 milioni di euro. Una cifra che, secondo SIFUS e Cobas, rende ancora più urgente arrivare a una soluzione concreta. La loro posizione è netta: quei lavoratori non dovrebbero essere considerati un costo aggiuntivo, ma personale già formato e qualificato attraverso un investimento sostenuto dalla Regione. Una parte consistente della platea ha infatti completato percorsi di formazione e selezione attraverso Formez, organismo nazionale che opera nell’ambito della qualificazione e del reclutamento del personale destinato alla Pubblica amministrazione.
Da qui la richiesta rivolta alla politica regionale: evitare che il DDL 1168 rimanga fermo nei passaggi parlamentari e arrivare all’esame del provvedimento nel mese di settembre. Il nodo politico è dunque arrivato a un punto decisivo. Dopo anni di precarietà e di attese, 750 lavoratori chiedono di conoscere quale sarà il loro destino. Per 537 di loro il percorso di riqualificazione è già concluso; per gli altri 213 il completamento della formazione rappresenterebbe il passaggio necessario verso la ricollocazione.
SIFUS e Cobas annunciano che seguiranno da vicino l’iter parlamentare, dentro e fuori dall’ARS, chiedendo ai deputati della V Commissione e all’intera Assemblea regionale di assumere una posizione chiara. La sfida, adesso, è trasformare un investimento già effettuato e un percorso di formazione già avviato in una concreta opportunità di lavoro. Dopo oltre un decennio, la partita della formazione professionale siciliana torna quindi davanti alla politica regionale. E questa volta sarà l’ARS a dover dire se intende arrivare fino in fondo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

