Un episodio di vandalismo ha colpito la piazzetta della Madonna del Carmine ad Avola, suscitando amarezza e indignazione nella comunità. A finire nel mirino sono stati gli spazi pubblici destinati ai cittadini e, in particolare, ai più piccoli, in un gesto che ha provocato la dura reazione di residenti e rappresentanti del mondo ecclesiale e dell’associazionismo.
Tra i primi a intervenire è stato don Fortunato Di Noto, parroco della comunità e fondatore dell’Associazione Meter, realtà conosciuta a livello nazionale e internazionale per il costante impegno nella tutela dei minori e nel contrasto alla pedofilia, allo sfruttamento e a ogni forma di violenza nei confronti dell’infanzia.
Attraverso un messaggio pubblicato sui social, il sacerdote ha manifestato tutta la propria delusione per quanto accaduto, sottolineando come il rispetto dei beni comuni rappresenti uno degli indicatori più importanti della crescita civile di una comunità.
«La dignità di un quartiere si misura anche dal rispetto delle opere realizzate per il bene di tutti», ha scritto don Di Noto, evidenziando il proprio rammarico ma invitando al tempo stesso a non cedere allo scoraggiamento. Il parroco ha auspicato un cambiamento culturale fondato sul senso di responsabilità collettiva, richiamando il ruolo educativo delle famiglie e chiedendo alle istituzioni un rafforzamento delle attività di controllo e vigilanza.
L’episodio ha immediatamente suscitato numerosi messaggi di vicinanza e solidarietà. Tra questi quello del vescovo della diocesi di Noto, monsignor Salvatore Rumeo, che ha definito il gesto «deplorevole», osservando come simili atti finiscano per colpire luoghi pensati per la serenità e la crescita dei bambini, offendendone simbolicamente l’innocenza.
Alla condanna si è unito anche il presidente del Forum delle Associazioni Familiari della provincia di Siracusa, Salvo Sorbello, che ha posto l’accento sull’importanza dell’educazione al rispetto del bene comune, ricordando come il primo presidio contro il degrado sia rappresentato dalla famiglia e dalla trasmissione dei valori civici alle nuove generazioni.
L’auspicio condiviso è che il danno possa essere riparato nel più breve tempo possibile e che l’episodio diventi un’occasione di riflessione per tutta la comunità avolese. La tutela degli spazi pubblici, soprattutto quelli dedicati ai bambini e alla socialità, passa infatti non solo attraverso controlli più efficaci, ma anche attraverso una rinnovata cultura del rispetto, della partecipazione e della responsabilità civica.
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