Il Consiglio comunale di Siracusa ha dato il via libera al riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio legato alla gestione Edison dell’illuminazione pubblica. La delibera, la n. 14 del 19 febbraio 2026, è stata approvata ai sensi dell’art. 194, comma 1, lett. A, del d.lgs. 267/2000, a seguito del decreto ingiuntivo n. 1372/2024 emesso dal Tribunale di Catania, con applicazione di una quota di avanzo accantonato 2024 e variazione al bilancio di previsione 2026/2028.
Il voto, arrivato dopo un percorso a ostacoli, ha registrato 15 voti favorevoli su 17 votanti — Andrea Buccheri, Concetta Carbone, Giuseppe Casella, Paolo Cavallaro, Luigi Cavarra, Alessandro Di Mauro, Andrea Firenze, Martina Gallitto, Sergio Imbrò, Salvatore Ortisi, Giovanna Porto, Simone Ricupero, Gaetano Romano, Gabriella Troia e Francesco Zappalà — nessun contrario e due astenuti, Ivan Scimonelli e Francesco Vaccaro. Non è invece passata l’immediata esecutività del provvedimento.
Una vicenda nata da un contenzioso
Alla base del debito c’è la gestione dell’illuminazione pubblica da parte di Edison tra marzo 2020 e agosto 2022, per cui la società vanta un credito di 3,2 milioni di euro, riconosciuto in parte da un decreto ingiuntivo del Tribunale di Catania. Più che un debito riconosciuto in via definitiva, il provvedimento serve ad accantonare la somma necessaria a coprire la richiesta della società, mentre il contenzioso resta aperto. La delibera era già stata calendarizzata più volte nelle settimane precedenti, con sedute andate deserte per la caduta del numero legale dopo l’uscita dall’aula del gruppo Grande Sicilia.
Lo scontro in aula: Forza Italia contro la maggioranza

Ad accendere il dibattito è stato il capogruppo di Forza Italia, Damiano De Simone, che ha definito “deprecabile, se non addirittura offensivo” il perdurare del confronto dopo cinque sedute andate a vuoto. Secondo De Simone, dietro i ritardi ci sarebbe il tentativo di una parte della maggioranza di “aumentare il prezzo” della trattativa per ragioni politiche non dichiarate, con un costo diretto per la collettività: ha quantificato in oltre 20mila euro la spesa delle sedute concluse senza esito. De Simone ha chiesto di distinguere i conflitti politici interni alla maggioranza dalla responsabilità istituzionale dovuta al Comune e ai cittadini, rimproverando alla componente MPA una certa incoerenza nel lamentare oggi l’assenza dei dirigenti, quando in passato non se ne sarebbe curata per votare provvedimenti di proprio interesse. Ha chiuso con un’immagine tagliente sullo stato dell’amministrazione, paragonando la città a un tramonto osservato “dalla finestra”.
La difesa di Grande Sicilia

A rispondere è stata la capogruppo di Grande Sicilia, Giovanna Porto, che ha confermato il voto favorevole del gruppo per evitare ulteriori perdite economiche alla città legate al protrarsi dei rinvii. Porto ha comunque rimarcato la persistente assenza in aula dei dirigenti competenti, sottolineando che sarebbe bastata la loro presenza già la settimana precedente per chiudere prima la partita. Sul piano politico, ha lasciato aperta la questione dei rapporti nella maggioranza, promettendo chiarezza nei prossimi giorni, e ha fatto notare che il provvedimento non era stato sostenuto nemmeno dall’opposizione nelle sedute precedenti, respingendo l’idea che la responsabilità del voto ricadesse solo sulla maggioranza.
Una tensione tutt’altro che risolta

Il presidente del Consiglio, Alessandro Di Mauro, ha provato a separare il piano tecnico da quello politico, ammettendo però che le dinamiche interne alla maggioranza restano da chiarire. Il consigliere di Fratelli d’Italia Paolo Romano ha osservato che i malumori nella coalizione non nascono oggi, e che il debito Edison ha semplicemente fatto emergere un problema politico latente da mesi. Sullo sfondo, secondo alcune ricostruzioni, resterebbe anche l’ipotesi di un rimpasto di Giunta da parte del sindaco Francesco Italia, non digerita da Grande Sicilia — che pure ha scelto di votare a favore del provvedimento, definendolo un atto di responsabilità verso la città.
Un percorso travagliato
La pratica era già finita in aula più volte nelle settimane precedenti, con sedute andate a vuoto per la caduta del numero legale, complice l’uscita dall’aula del gruppo consiliare di Grande Sicilia.
Le tensioni politiche dietro il voto
Il via libera non ha chiuso i contrasti nella maggioranza che sostiene il sindaco Italia. Il presidente del Consiglio, Alessandro Di Mauro, ha distinto il piano tecnico da quello politico, spiegando che si sono incrociati due argomenti diversi: da un lato un provvedimento con lacune che lasciava perplessità ai consiglieri, dall’altro una maggioranza in fase di riorganizzazione verso la fine della consiliatura.
La crisi nella maggioranza
Sul piano politico, l’approvazione del debito fuori bilancio non ha affatto placato le tensioni interne alla coalizione che sostiene il sindaco Francesco Italia. Il percorso della delibera era già stato accidentato, con più sedute andate deserte per la caduta del numero legale dopo l’uscita dall’aula del gruppo Grande Sicilia.
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