Un’aula gremita, domande dirette e l’attenzione composta di ragazzi poco più che adolescenti: così si è aperta ad Augusta una mattinata dedicata a un tema delicato e quanto mai attuale come la violenza contro le donne. A guidare il confronto è stato Antonio Migliorisi, dirigente del Commissariato cittadino, che ha scelto di parlare senza formalismi agli studenti delle seconde classi della scuola media dell’Istituto comprensivo “Corbino”.
L’iniziativa, promossa dal Centro Antiviolenza NESEA, si inserisce in un più ampio percorso di sensibilizzazione rivolto alle nuove generazioni. L’obiettivo è chiaro: prevenire, prima ancora che reprimere, attraverso la conoscenza e la consapevolezza. Accanto alle forze dell’ordine, hanno preso parte all’incontro anche i rappresentanti dell’Asp di Siracusa e del coordinamento antiviolenza territoriale, a testimonianza di un impegno condiviso tra istituzioni e realtà associative.
Durante l’incontro sono stati affrontati diversi aspetti del fenomeno: dalla violenza psicologica a quella fisica, passando per il controllo digitale e le dinamiche di sopraffazione che possono nascere anche tra coetanei. Un linguaggio semplice ma incisivo ha permesso agli studenti di comprendere come certi atteggiamenti, spesso banalizzati, possano rappresentare segnali di relazioni malsane.
Il dirigente del Commissariato ha sottolineato l’importanza di riconoscere i campanelli d’allarme e di non restare in silenzio. È stato spiegato come chiedere aiuto non sia mai un segno di debolezza, ma un atto di responsabilità verso sé stessi e gli altri. Particolare attenzione è stata dedicata al ruolo delle forze dell’ordine e dei centri specializzati nel supporto alle vittime, illustrando le procedure di tutela e gli strumenti messi a disposizione dalla legge.
Gli operatori del Centro Antiviolenza NESEA hanno poi raccontato, con discrezione e rispetto, il lavoro quotidiano svolto accanto alle donne che trovano il coraggio di denunciare. Un racconto che ha messo in luce non solo la gravità del fenomeno, ma anche la rete di sostegno attiva sul territorio.
L’incontro si è trasformato in un dialogo partecipato: gli studenti hanno posto domande, condiviso riflessioni e mostrato un interesse che ha confermato quanto sia fondamentale intervenire già in età scolastica. Educare al rispetto, alla parità e alla gestione delle emozioni rappresenta infatti uno dei pilastri per contrastare alla radice la violenza di genere.
La giornata si è conclusa con un messaggio chiaro: la prevenzione passa dall’informazione e dalla formazione. E la scuola, insieme alle istituzioni e alle associazioni, resta uno dei luoghi privilegiati in cui costruire una cultura fondata sul rispetto reciproco e sulla legalità.