Avola. Omicidio del boss Zuppardo, convalidato il fermo dei killer Rametta: Procura dispone l’autopsia

di Redazione

In un agguato avrebbero ucciso la vittima: padre e figlio, accusati di omicidio, tornano nel penitenziario Cavadonna di Siracusa, in attesa dell'autopsia e del processo

Il Gip del Tribunale di Siracusa ha convalidato il fermo nei confronti di Salvatore e Manuel Rametta, rispettivamente di 57 e 26 anni, padre e figlio.

I due sarebbero accusati di omicidio e detenzione di un’arma clandestina e durante l’interrogatorio hanno riconosciuto di aver aggredito fisicamente la vittima, ma hanno negato di aver sparato. Entrambi tornano in carcere, nel penitenziario di Cavadonna a Siracusa, in attesa dell’autopsia e del processo.

L’episodio è avvenuto la sera del 18 giugno in via Marco Polo: secondo le indagini, Zuppardo sarebbe stato inseguito con l’auto, speronato e poi pestato, anche con un colpo inferto con il calcio di una pistola. I fermi sono arrivati dopo che i due si sono presentati spontaneamente presso il commissariato di Avola, confessando l’aggressione. L’arma clandestina è stata sequestrata.

Il movente sembra legato a dissidi personali con la vittima, risalenti a circa due mesi fa. La Procura di Siracusa ha disposto l’esame autoptico, affidato a Giuseppe Ragazzi e Giulia Grazia Pantè, per chiarire la causa del decesso, in particolare se dovuta ai colpi di pistola o alla violenta colluttazione. Ma già da una prima ispezione cadaverica è emersa la presenza di una lesione alla nuca, la cui origine, proiettile o trauma contundente, è al momento al vaglio degli inquirenti.

Il boss legato al clan Crapula

Paolo Zuppardo, 48 anni, in passato era stato coinvolto in alcune inchieste, tra cui Eclipse, con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti e tentata estorsione aggravata.

Il Zuppardo era ritenuto il boss di un gruppo criminale locale legato al clan Crapula. L’organizzazione mafiosa è una cosca locale, attiva principalmente ad Avola, con legami storici con il clan Trigila di Noto e, tramite questi, con famiglie mafiose catanesi come i Santapaola-Ercolano.

In passato Zuppardo era stato accusato anche di minacce aggravate nei confronti del giornalista Paolo Borrometi e per minacce verbali all’ex sindaco di Avola, oggi parlamentare nazionale Luca Cannata.

23 Giugno 2025 | 10:10
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