Vistoso sfiaccolamento dalla zona industriale nella raffineria Sonatrach di Augusta appartenente al gruppo algerino.
L’azienda ha provveduto ad informare il Comune di Priolo dell’avvenuto temporaneo malfunzionamento tecnico, immediatamente risolto, ma che potrebbe ancora comportare potenziale attivazione della torcia o fumosità.
Lo sfiaccolamento è stato notato in tarda mattinata lasciando una visibile nube nera con fiamma in torcia. All’origine del “malfunzionamento tecnico” la fermata non programmata del compressore principale (turbocompressore C690) dell’impianto FCCU. Al via i controlli da parte dei Vigili del Fuoco e Libero Consorzio comunalee dell’ARPA. Poco dopo le 13 l’episodio è rientrato, con attenuazione della fumosità e rientro in regime senza necessità di particolari interventi.
L’attuale raffineria Sonatrach nasce nel 1949 come RASIOM per iniziativa del petroliere capostipite Moratti che l’ha acquistata, usata in Texas, trasportata via mare e rimontata ad Augusta. A questo primo insediamento seguiranno quelli della petrolchimica privata e di stato, le centrali termoelettriche e le cementerie. È l’avvento del cosiddetto miracolo industriale che porterà in questa parte della Sicilia progresso tecnico e miglioramento economico ma anche tanto inquinamento i cui effetti drammatici emergeranno nei decenni successivi.
Nel 1961 la Rasiom viene ceduta alla Esso che la gestisce fino al novembre 2018 quando la venderà all’azienda di stato algerina Sonatrach.
È autorizzata a raffinare annualmente circa 14,4 milioni di tonnellate (in realtà, ne raffina da 7 a 10 milioni) di petrolio grezzo per produrre benzine, gasolio, kerosene GPL, propilene, bitume, olio lubrificante, ecc.
Ha un parco di 280 serbatoi con capacità di circa 3 milioni di metricubi di idrocarburi.
Occupa una superfice di 220 ettari del SIN ed ha nel porto di Augusta due pontili petroliferi attraverso i quali riceve le materie prime e spedisce la maggior parte dei prodotti raffinati.
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